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Li pesterei. Certi genitori li passerei al frullatore! Specie certi padri, perché sono spesso i padri a determinare uno sfascio familiare. Mettono al mondo dei figli, tre-quattro, e poi divorziano perché all’inseguimento di emozioni e pulsioni nuove. No, mi spiace: hai messo al mondo due- tre-quattro figli? Bene: hai preso un serissimo impegno di vita, molto serio e ora, che ti garbi o meno, questi figli li farai crescere insieme all’altro genitore, quanto più possibile in armonia, fino a che non saranno abbastanza corazzati da affrontare una separazione. (Si arriverà mai a questa corazza? Non lo so, ma lo spero.)

Anche un solo figlio in età infantile-adolescenziale regge il mio ragionamento, ma quando i figli sono tre-quattro indicano che ci fu (un tempo) una chiara e consapevole scelta di costruzione di famiglia e ora questa famiglia, che ti ha stufato, che ti è venuta a noia, che non ti basta più perché magari all’orizzonte c’è altro, ora questa famiglia te la tieni e la tratti anche coi guanti gialli! Le conseguenze che si disseminano, con tanti figli piccoli lasciati a mamma e nonna sono anche di tipo economico. Non tutti sono Trump o Berlusca. E non tutti sanno separarsi con consapevolezza, garbo e rispetto reciproco, mantenendo una accettabile unitarietà familiare. Le conseguenze sono soprattutto sui piccoli che improvvisamente diventano fragili e insicuri, che si caricano di colpe, rabbia e violenza, che si sentono sbilanciati e perduti, nonostante gli sforzi che può riuscire a  fare il genitore con cui restano. L’altro diventa il genitore della domenica, del weekend quando va bene, quello delle giostre e dei popcorn, del cellulare e della nuova fidanzata di turno da imporre. No, troppo comodo, mio caro…prenditi tutte le amanti che vuoi, ma finchè i tuoi figli, quelli che anche tu hai contribuito a mettere al mondo, non raggiungeranno una certa età e maturità, la sera starai a casuccia e non squilibrerai il baricentro della loro giovanissima esistenza! Quando, poi, cresceranno, potrai andartene a zappare dove vorrai!

So di essere dura, durissima, ma assisto quotidianamente alla forte sofferenza di alcuni bambini in questa esatta situazione e alle conseguenze a livello affettivo, sociale e scolastico.

L’ultimo caso, avvenuto lo scorso anno, mi ha fatto saltare la mosca al naso quando il padre è venuto ad avvertirmi della separazione e della probabile reazione violenta che il figlio avrebbe manifestato visto che, più dei due fratelli, non aveva accettato questa nuova situazione. Ha voluto precisare che non c’erano altre donne e che sarebbe stato molto vicino al figlioletto ora che lui era più sereno. Sì??? Il padre non si era accorto che il figlio aveva capito da tempo il problema e che era già in esplosione da timore. Non poteva accorgersene, era distratto da altro! Per le problematiche scolastiche, soprattutto a livello di socialità, che non sono poche, il mio unico riferimento rimasto è la madre e l’altro giorno, a un mio accenno, mi ha testualmente detto :- “No, maestra, non mi dica nulla, non so più dove sbattermi la testa. Sappia che se a scuola fa quattro a casa fa otto. Questo è il numero di telefono di suo padre, chiami lui, unico responsabile della caduta verso il basso dei figli!”

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