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Che bella mattinata, oggi! Temperature intorno ai 20 gradi, sole deciso e un vento  non freddo nè profumato che non disturba . Così decido di prendere il caffè del pomeriggio in terrazza e mi crogiolo al sole che sa quasi di primavera. Via le scarpe, desidero che i miei piedi si riscaldino di luce, via anche i pantaloni che mi hanno accompagnata costantemente in questo buio e freddo inverno. Vado a indossare una gonna, gambe nude, infradito e torno al sole. Sì, ho voglia di smalto ai piedi, di gonne svolazzanti, di abitini scivolosi e leggeri, di gambe avvolte dalla seta, di camicie morbide. E ho voglia di colori delicati e luminosi.

So che non durerà; me lo dice questo vento bizzarro, me lo fa sapere il meteo in tv e me lo ricorda l’eco dei fuochi d’artificio che sento lontani. Oggi, S. Agata: nella mia città siamo nel pieno della festa e delle candelore danzanti. Come dice il proverbio?  “Quando vien la Candelora, de l’inverno semo fora; ma se piove o tira il vento, de l’inverno semo dentro.” No, aspetta, forse dice: “ Per la santa Candelora se tempesta o se gragnola dell’inverno siamo fora; ma se è sole o solicello siamo solo a mezzo inverno.”

Vabbè, chi la dice cotta e chi la dice cruda. Prenderemo ciò che verrà e nel frattempo mi godo  questo delizioso assaggio di primavera, lontana dalla festante e caotica  folla agatina.

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testa-veronica

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