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Sono molte le decisioni che un individuo prende nel corso della vita dopo essersi posto le fatidiche domande: “Sarà vero? Funzionerà? Posso fidarmi?” Le risposte sono influenzate dal nostro cervello, in particolare dalla corteccia cingolata che alcuni scienziati ritengono sia responsabile, tra l’altro, del nostro scetticismo e del sentimento di vigilanza. Pare che questa cingolata funzioni in maniera diversa negli individui e diventi meno attiva in alcuni quando si ritrovano davanti a persone carismatiche, a presunti profeti e guaritori. Si spiegherebbe quindi, sempre secondo i ricercatori, perché alcuni personaggi riescano a esercitare un’influenza spiccata su certe persone mentre su altri questo non avvenga. Pertanto molti “poteri” di santoni e guaritori dipenderebbero non dal “dono” ricevuto ma dalla loro capacità persuasiva e dalla corteccia cingolata del malcapitato che disattiva alcune sue aree, riconoscendo all’altro autorità, credibilità e forza. Non sempre cultura esperienza maturità, riescono a tenere attiva la corteccia, un ruolo maggiore giocano a volte le suggestioni, l’affanno, la disperazione.

Ci si avvicina così all’irreale, alla metafisica, all’esoterico, a quell’immenso settore che prescinde i dati dell’esperienza diretta e della conoscenza scientifica, trincerandosi nell’astratto e nell’astruso. Sono molti i campi di facile influenza e sicuramente uno di questi è la salute. Davanti a un problema di salute che non si risolve l’essere umano tende a provare di tutto. La perplessità nasce quando una moltitudine di persone decide di affidarsi a “illuminati” per problemi certamente risolvibili con la scienza medica. In alcuni casi a influenzare il malcapitato non è il guaritore, a volte persona semplice e umile, bensì “la gente”, la credenza popolare, il “si dice e si afferma fortissimamente”, fino a stordire.

Questo succede per il diffuso Fuoco di S. Antonio, scientificamente Herpes Zoster, che altro non è che il virus della varicella contratta in tenera età che poi se ne sta buono buono nei nostri gangli nervosi. Può, però, risvegliarsi per varie cause e farci vedere i sorci verdi. Malattia debilitante, snervante, molto dolorosa, dura una ventina di giorni, guarisce bene se riconosciuta e presa in tempo con i dovuti trattamenti farmacologici, altrimenti potrà provocare la terribile nevralgia posterpetica, difficile da curare anche per la scienza. La tempestività delle cure mediche è essenziale per far sì che il nervo colpito guarisca perfettamente e senza strascichi dolorosissimi a vita. Questo è confermato dalla scienza ed è risaputo da tutti; nonostante ciò molti, da Nord a Sud, non vanno dal medico, non si vaccinano e vanno dal “guaritore” a farsi prendere a SPUTI per nove giorni!!! Per la mia corteccia cingolata è incomprensibile.

Beccai l’Herpes Zoster una quindicina di anni fa dopo una lunga e forte cura antibiotica: crollo delle difese immunitarie e Fuoco di S. Antonio al costato. Non sapevo nulla del Fuoco di S. Antonio e fu difficile capirlo perché si presentò senza vescicole, solo con un dolore lancinante e tremendo che trapassava un lato del torace fino al polmone. Preoccupata, corsi dal medico. Ricordo che prescrisse per prima cosa una ecografia alla cistifellea, pensando a dei calcoli, a seguire avrei dovuto fare una gastroscopia e una radiografia polmonare. Paura al cubo! L’ecografia escluse i calcoli e l’indomani tornai dal medico per la prescrizione degli altri esami. Forse stimolata dall’ecografo, durante la notte spuntò l’eruzione cutanea che feci vedere alla dottoressa per calmare il prurito. Lei diagnosticò subito l’Herpes Zoster, mi spiegò tutto, impose la cura e raccomandò di non cercare “altre strade”. Ignara, compresi quando ne parlai con colleghi e amici. In 24h mi ritrovai un elenco di decine di “guaritori”: vicini di casa, bidelli, parenti di…, tutti bravissimi a farmi guarire presto, tutti eccellenti, miracolati e miracolosi! Si scatenò un putiferio di consigli: “vai da questo, lascia perdere i medici, guarirai prima, …”. Confusione scetticismo incredulità. Piangere o ridere?

 Ero già in cura medica da alcuni giorni e fu quando una collega mi disse di andare da una certa Marietta che delicatamente fa “put put” e non “SPUT! SPUT!”, che schiattai:<<Ma come fai a dire queste cose tu che sei un’educatrice e hai un marito che sa di legge? Mi consigli di curarmi con le sputazzate, l’acqua e l’olio!?! Ti si è offuscato il cervello?!?>> La collega si offese, disse che gli “sputi santi” erano necessari per scacciare il maligno che in quel momento era in me e dovevo crederci e fidarmi. Non avrebbe avuto senso discutere oltre, in fondo ognuno è artefice della propria corteccia cingolata e dei propri guai. Completai la cura medica, guarii bene e in fretta, mai più avuti recidive o dolori.

Leggevo sere fa che in Svizzera, e non solo, i «guaritori che praticano il segreto», cioè le formule che hanno ricevuto in dono (da chi?), ora agiscono anche via telefono, sms e whatsapp. E gli sputi e l’olio? Laveranno la cornetta e i display dei telefoni? Beh, questa sì che potrebbe chiamarsi evoluzione tecnologica! O facciamo prima e meglio a chiamarla effetto placebo, superstizione e ciarlataneria? La mia collega risponderebbe: <<L’importante è che funzioni!>>