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Giovanni Boldini- Il ritratto di Alaide Banti su divano rosso- 1885

Nell’ampio soggiorno-cucina c’è  il divano verde, un due posti molto comodo e avvolgente. Riferimento per  la famiglia, soprattutto è sempre stato il mio divano, la mia àncora del benessere  e, seduta, sdraiata, distesa, stiracchiata, stravaccata, su quei cuscinoni ho fatto di tutto: conversazione, pensieri, riposo, sonno leggero e profondo, lettura, scrittura, musica, computer, televisione, merenda, pizza, cruciverba, sesso. Ma arriva il momento che quei cuscini necessitano di essere rifoderati e del caro divano verde per oltre due settimane resta solo la scocca di legno duro e inospitale.

Prego il tappezziere di fare presto perché in casa non so dove sedermi,- sì, gli ho detto proprio così e mi ha guardata strana- ma in estate i tempi si allungano sempre, si sa. I primi giorni mi sento perduta; a casa, come in tutte le case, ci sono sedie, poltrone, sdraio, letti,  altri divani, ma manca il MIO divano. Le ore peggiori sono quelle del dopopranzo e del dopocena, in effetti le uniche per l’utilizzo del divano, ma sono ore importanti. Inizio così a passare in rassegna le altre eventuali “sedute riposanti” sparse nelle varie stanze. Lì manca la lampada per la lettura, là non c’è la tv, qui è sicuramente scomodo, quella stanza è lontana da tutto, la poltrona è del marito. No, proprio non so dove trovare un posto per il relax e il divano verde mi manca come non mai. Torno dal tappezziere, sono disposta anche a pagare di più, lui mi dice che è Agosto, lavora solo al mattino e dovrò pazientare.

Confusa, scoraggiata, infuriata (mai più lavori d’estate!) nelle ore X mi aggiro inquieta per le stanze, sembro un fantasma, persino il marito si impietosisce e si rende quasi disponibile a cedere la sua amata poltrona, finchè una sera decido di provare il vecchio, inutile, ingombrante divano a righe dello studio. Eredità di famiglia, è un classico  tre posti a conchiglia che da tempo penso di eliminare per far posto a una nuova libreria. Sempre ignorato come divano, è di solito deposito di libri, carpette, fogli e quaderni, borse di lavoro, giacche. Lo sgombero di tutto, sposto il tavolinetto con la lampada che c’è accanto, prendo un paio di cuscini morbidi, il tablet e cerco il libro che sto leggendo, inforco gli occhiali e mi sdraio. Mi accorgo subito che lo studio, senza la tv che distrae e spesso infastidisce, è una stanza migliore del soggiorno per la lettura e il pc, di sera è anche più fresca e ci sono meno odori. La luce della lampada è buona, il wi-fi è potente e il divano è…non so ancora come è, ma è un tre posti e ci entro tutta. Nel due posti le gambe stanno comode sul bracciolo imbottito, qui però mi muovo con più agilità. Prendo meglio la posizione con un po’ di prove e trovo quella ideale per me. Nei giorni seguenti mi rilasso col tablet, scrivo col portatile sulle gambe, leggo e faccio il pisolino della controra. Ma che bello, ho trovato il sostituto dell’amato divano verde! Una buona alternativa. E dire  che lo avevo così lungamente ignorato nella sua funzione principale e che pensavo di eliminarlo: devo ricredermi.

In fondo succede così nella vita anche per altre cose, vero? Non so, un caldo pullover  ignorato per anni nell’armadio col rischio dei tarli e riscoperto per caso o un libro che a lungo ti ostini a non iniziare e quando infine lo cominci, perché magari non hai al momento nient’altro per le mani, sa come sorprenderti. O, di più, nelle amicizie, nei rapporti tra colleghi, negli amori. Forse è proprio vero che una larga parte di noi è fatta di abitudini e baricentri che si sono consolidati nel tempo e lasciano poco spazio al nuovo o diverso, di convinzioni che necessitano di piccoli passi per essere smussate e ammorbidite, di immobilità che chiede solo un po’ di ricerca, sperimentazione e movimento per non diventare stantia e permettere l’apertura verso semplici e nuove opportunità o prospettive .

Ieri il tappezziere mi ha consegnato i cuscinoni del divano verde, ora più bello di prima con le nuove fodere.  Beh…vi lascio indovinare su quale divano ieri sera  mi sono sdraiata per scrivere questo post 🙂

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