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Santa Maria del Mar – Barcellona-Spagna (foto web)

Sopravvissuta alla feroce ondata  di caldo spagnolo della scorsa settimana ( a Madrid alle 22.30 si registravano 41 gradi!), mi sono ritrovata  per l’ennesima volta a Barcellona e finalmente ho potuto visitare la Basilica di Santa Maria del Mar, resa celebre dallo scrittore Ildefonso Falcones nel suo libro “La cattedrale del mare”. Premetto che non ho ancora letto il libro, ne ho sentito parlare bene da più parti, anche da amici blogger e, ora più che mai, mi riprometto di leggerlo, nonostante le sue 600 e più pagine, perché la Basilica di S. Maria del Mar è semplicemente affascinante. E …sorprendente.

Affascina la lunga e travagliata storia della Basilica, la cui prima pietra fu posta  nel lontanissimo 1329, dove ora si trova l’altare maggiore,  e sulla quale venne scolpito solo lo scudo della parrocchia a dimostrare che il tempio sarebbe appartenuto soprattutto ai parrocchiani che fornirono la manodopera (in particolare i bastaixos o macips de ribera cioè gli scaricatori di porto che trasportarono a braccia  le pietre dalle cave della collina al luogo della costruzione) e persino  l’aiuto economico . Nell’ultima chiave di volta  si nota lo scudo della giunta del cantiere, in onore a tutti gli anonimi cittadini che ne permisero la costruzione e il completamento avvenne nel  1383. Nel frattempo, però, incendi e terremoti distrussero interi pezzi della cattedrale e, in seguito, guerre, bombardamenti e furie anticlericali distrussero ancora e ancora e poco di originale si salvò.  Nella odierna  ricostruzione della chiesa si unirono tutti i catalani del quartiere, che fortemente vollero la loro Cattedrale per rendere omaggio alla Vergine che ora è posta al centro dell’altare maggiore.

“L’altra cattedrale” di Barcellona, (la Cattedrale arcivescovile della città è quella della Santa Croce e di S. Eulalia che si iniziò a costruire nello stesso periodo ad opera della Chiesa e dei nobili), luogo di antico culto e sempre prediletto  dalla gente comune, è uno splendido edificio gotico, possente all’esterno, leggero, austero, avvolgente all’interno, segnato da una geometria perfetta, una luce discreta e un’acustica eccezionale. All’interno si comprende, pur non avendo letto il libro di Falcones,  il senso di un’epoca, di un pezzo di storia dell’umanità che vide nascere l’identità e la coscienza di un popolo, quello catalano, che ha sempre lottato per un ideale ed un bene comune  e si capisce lo spirito di questo popolo così fiero ed indipendente e la sua determinazione a continuare la sua storia aggrappandosi tenacemente alle sue tradizioni ed alla sua lingua.

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S. Ignazio di Loyola dello scultore  Lau Feliu

Scrivevo in un precedente post dedicato ai miei viaggi in terra Catalana che Barcellona è una città che sa sorprenderti sempre e anche la Basilica di S. Maria del Mare ha riservato le sue sorprese. Una di queste riguarda la moderna scultura di S. Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, rappresentato come un mendicante, seduto e con una grande mano tesa a chiedere l’elemosina, simbolo di grandezza d’animo per chi sa donare. Nell’altra mano il Santo tiene un libro a dimostrazione che lo studio ci avvicina al mondo e a Dio.

L’altra sorpresa di S. Maria del Mar è stata scoprire in una vetrata lo scudetto del FC Barcelona!  Un luogo insolito per il tripudio calcistico? Non proprio: i miracoli sono sempre graditi, anche in ambito calcistico e poi il Barça è la squadra del popolo catalano (e non) e, guarda caso-non a caso, ha donato una ingente somma di danaro per la ristrutturazione della Basilica del popolo.

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Navata, vetrate, scudetto.

Uscendo dalla Basilica mi sorprende una gigantesca pubblicità proprio di fronte la chiesa, ma non più di tanto perché sorprendersi a Barcellona è considerata cosa comune.

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