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Sull’ultimo numero del mensile Focus ho letto un dossier sulla “Scienza della felicità”, un’inchiesta interessante che mette sul piatto tante cosette importanti, dal Dna allo stile di vita, dall’affetto dei genitori nei primissimi anni di vita, specie quello materno,  alle molecole del buonumore, dalle interazioni al tipo di lavoro, dal successo sociale a quello economico (ed entrambi questi ultimi valgono pochissimo, secondo i risultati della ricerca). Un articolo, dicevo,  interessante che alla fine rivela che la gioia è strettamente commisurata alle relazioni umane che sappiamo o meno sviluppare con le persone che circondano la nostra vita e che, di rimando, riceviamo.

In una inchiesta che si rispetti non possono mancare i consigli, scaturiti dalle statistiche della ricerca effettuata e nell’articolo ne vengono evidenziati sei. Nell’ordine:

MUOVITI: fai sport, corri, vai in bici e così scateni le endorfine del sorriso.

ESPRIMITI: parla, apriti, sii estroverso e disinvolto e vivrai più tranquillo.

FAI IL LAVORO GIUSTO: scegli (potendo!) un lavoro gioioso che, cioè,  ti permetta di avere contatti con un ambiente sereno. Bocciatissimo fare gli avvocati divorzisti, si caldeggia il lavoro di insegnante. Si indicano i presidi al top della classifica della felicità (saranno i superpoteri renziani???)

SESSO: da fare spesso, ma non troppo. Si consiglia una volta alla settimana, non di più.

CONFRONTI: non paragonarti mai con chi ottiene più successo di te, ma guarda i risultati minori, per la serie  l’erba del vicino non è sempre più verde.

AIUTA GLI ALTRI: dedicati al prossimo, fai volontariato e godrai di maggiore benessere personale. Inoltre (si legge sulla rivista)  facendo opere di beneficenza abbassi del 22% il rischio di mortalità precoce (!).

Mi pare siano, in larga misura,  buoni consigli, ma io ne avrei aggiunto un altro. Questo:

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