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Lo farò per tante ragioni che provo ad esporre in modo semplice semplice:

  • Mi nausea un governo che spende 300 milioni per un referendum e che poi vieta alle TV di fare utile ed equa informazione e inviti la popolazione a non andare a votare. Un governo non ha il diritto di invitare alla diserzione, ma ha l’obbligo di favorire, servire, facilitare qualsiasi forma di partecipazione popolare. Se non lo fa, il motivo è uno solo: interesse privato in atto pubblico.
  • Da oltre un decennio sono stata espropriata dal diritto di voto e questo è un insulto alla dignità di un popolo e alla Costituzione. Stanca di questa forma italianizzata di dittatura in apparenza simil-democratica, il 17 Aprile riprenderò uno dei miei diritti.
  • Andrò a votare e voterò SI’ perché, pur essendo consapevole che abbiamo bisogno di gas e petrolio per tutto, ciò non significa che i magnati del petrolio & company possano fare ciò che c…o vogliono! Votando SI’ fermerai, a scadenza del contratto, le trivelle esistenti e vicine alle coste. Votando SI’, quindi,  dai un limite all’azione di questi signori petrolieri che, altrimenti, chiederanno proroghe sino all’ultima goccia dei pozzi esistenti, e salvaguardi, almeno ci provi…, tratti di mare, spiagge e litorali dall’inquinamento sicuro. Le altre perforazioni, oltre le 12 miglia,  continueranno a vita, ma NON a ridosso delle coste. Le perforazioni vicine alle coste sono illegali, per legge, quindi quelle esistenti  sono da considerare fuorilegge. O no?
  • Il quesito referendario del 17 Aprile è limitato, è vero, ma faceva parte di un “delizioso” pacchetto chiamato “Sblocca Italia”, un disegno ben più ampio che la dice lunga sulle intenzioni del governo attuale. Nel decreto sblocca Italia, ad esempio, al secondo posto si metteva la costruzione urgente di una rete nazionale di inceneritori, quindi una strategia di sviluppo per la crescita del petrolio e dei combustibili fossili senza limiti, incoraggiando così il consumismo (più consumi più bruci) e non, ad esempio,  il riciclaggio. Ma l’Italia non ha firmato decine di accordi da Kyoto a Parigi? Ipocriti!
  • E’ una grande boiata asserire che + petrolio e gas + risparmio. Gela: ho visto lentamente morire il mare gelese e la città, sempre più puzzolente e inquinata. Ragusa:  mare con metalli pesanti attorno alla piattaforma Vega che ha chiesto di trivellare altri 12 pozzi. Attorno alla Vega non si potrà mai più ottenere il totale ripristino ambientale. Di  piattaforme la Sicilia è ricca, ma NON  sono ricchi i siciliani. Il materiale  estratto, poco e di scarsa qualità,ma utile all’inquinamento,   è di compagnie private che lo rivendono all’estero. Loro sono i ricchi, non noi. A noi resta il mare avvelenato.
  • Leggendo l’ultima bolletta del gas appena arrivata, di sole tasse per trasporto gas e altre camurrie pago una cifra spropositata, molto più del costo del reale consumo energetico! E questo con le trivelle a gogo. Quindi perché rischiare di uccidere quell’enorme risorsa che è il mare? Il gioco non vale già la candela.
  • Niente e nessuno mi assicura sulla sicurezza delle piattaforme petrolifere. Le piattaforme DEVONO essere sicure al di là e a prescindere dal referendum e al di là di qualsiasi distanza dalle coste, sulla terraferma o sui monti. Ma…
  • …tra gli assurdi di questo quesito referendario: se vincerà il NO le trivelle perforeranno allegramente a vita nelle piattaforme esistenti entro le 12 miglia; se vincerà il SI’ le trivelle cesseranno di estrarre a fine contratto o, UDITE UDITE,  potranno continuare a farlo dietro concessione di  proroghe ma solo se precedute da nuove, approfondite indagini attraverso una valutazione di impatto ambientale. Indagini che non ci sarebbero se vincesse il no. (Questa è roba da non crederci, ma ormai non mi sorprendo più di nulla!)
  • Le piattaforme di gas e petrolio danno lavoro: vero, ma anche quelle a 30 miglia dalla costa, sulla terraferma o nei laghi. Continuate a trivellare là, la legge ve lo consente, nonostante il referendum.Danno lavoro anche la pesca e il turismo.
  • Votando e mettendo quindi un limite, forse si incentiverà la ricerca per le energie alternative, ora dormiente. Chissà perché dormiente…Il perchè lo chiediamo alle lobby petrolifere & associati?

So di non essere stata tecnica, precisa e scientifica nei miei punti, di aver ragionato anche di pancia, ma io non sono un’esperta del settore,  sono una comune cittadina che viene chiamata per esprimere un parere.  Invito, quindi, tutti ad andare a votare per raggiungere il quorum,  ad informarvi e anche a visitare il blog di Silvia che da una settimana pubblica post molto attenti e riporta servizi autorevoli sul referendum.

Andare a votare il 17 Aprile sarà per me un obbligo: lo devo ai miei nipoti, ai miei alunni e voi lo dovete ai vostri figli. Loro hanno diritto al nostro SI’, noi il dovere di votare SI’.

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