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Gli uomini: sempre faticosi e complicati! Spesso sudiamo  sette camicette per portarvi dove  noi donne desideriamo. Vi dobbiamo prendere per il verso giusto, montare scenette, programmare tempi e modi, … ma che fatica! Se dovete dire un sì, perché capita che è un sì, fatelo subito, senza tergiversare, senza costringerci a manfrine e tarantelle, senza farci scontare per giorni quel sì che poi vi potrà anche piacere. Echecavolo! Alla lunga  potremmo  stufarci, eh! Dite che le ingarbugliate siamo noi, eccertochesì, ci ammatassiamo  se per ottenere una quisquilia dobbiamo progettare per mesi! Una lotta, siete una lotta continua e costante!

Due mesi fa, ad esempio,  ho dovuto progettare minuziosamente  un’idea  per  “incastrare” il mio coniuge e se non ci fosse stata anche la fortuna di mezzo….

Conosco  i suoi momenti “giusti” e così, in uno di questi ho buttato la richiesta: -Mi piacerebbe vedere quel concerto, mi accompagni?

-Eh, uh, oh, ok.

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 Okkey!!!  Non  ne parlo più, prendo l’ok e lo lavoro per bene,” ‘nzamai” rimuginasse  e cambiasse idea.  In realtà l’idea lui la cambia, ma in modo “soft”. Al momento di acquistare i biglietti gli chiedo se preferisce andare il venerdì o il sabato. Un grande errore, il mio, e lui, ironico, risponde che andremo  giovedì. Ma il concerto di giovedì non c’è !!!  Incasso il colpo, me ne dico di cotte e di crude, faccio l’ offesa per  due giorni,  sono  arrabbiata e delusa. Ma gli sto chiedendo la luna?!?  Poi dimentico, restando sempre all’erta.  Non trovo amiche disponibili per andare, ma quel concerto IO voglio vederlo!

Improvvisamente il web mi informa che per l’enorme richiesta di fans, il duo Morandi-Baglioni aggiunge un’ulteriore  data in Sicilia e sarà di giovedì. In un nanosecondo acquisto i biglietti via Internet e quando glieli presento, lui mi dice: -Allora non hai capito.

-Sì, tesoro, ho capito perfettamente. Andremo di giovedì, come hai detto tu, giusto?

-Ma…

-Faranno tre serate, hanno aggiunto il giovedi  per farti contento!

Si azzittisce e io pure. So che non devo  gridare vittoria e soprattutto so che andrò al concerto di  Baglioni, l’uomo che con le sue canzoni ha accompagnato la mia vita e tutti i momenti belli e meno belli trascorsi con mio marito.  Claudio…l’uomo con cui volentieri sarei fuggita,…vabbè, vaneggio… Ci sarà anche Morandi, mi sta bene,  lo considero il bravo ragazzo, il buon vicino di casa, il cantante di alcuni bei pezzi.  Claudio è un altro discorso…tutto e solo mio, ovviamente. Ho visto già altri suoi concerti, in uno sono persino riuscita a sfiorargli una mano…ok, ok, datemi della scema, accetto tutto: lo adoro!

Arriva il gran giorno. Ci penso da tre e non sto nella pelle, ma mi contengo alla grande. Lui pare l’abbia scordato e  glielo ricordo al mattino, di sfuggita.  Forse si lamenta, forse no, boh, poco importa…si va al concerto! Nel pomeriggio non riesco più a contenermi, mi faccio bella, mi sento agitata come una ragazzina. In fondo i concerti servono a toglierti di colpo decenni di dosso: canterò e ballerò, ne sono certa. E sognerò. E lui? Dormirà? Sbufferà?  Pare calmo e rassegnato, magari gli piacerà, chissà.

Verso le 18.00 gli dico che i nostri posti  non sono numerati e sarebbe opportuno andare per sistemarci al meglio. Io sono pronta da un pezzo, ma lui deve vedere il telegiornale, leggere il televideo, fare due telefonate…Non resisto, gli  faccio  fretta,  mi metto in macchina e ascolto un CD, ovviamente di Baglioni. Arriva con comodo, sto  zitta, temo sempre che cambi idea e giri l’auto sul più bello. Se lo farà, divorzierò, senza se e senza ma.

Partiamo e troviamo la tangenziale bloccata: era prevedibile. Facciamo un giro pazzesco, entriamo in città, semiparalizzata forse dai tremila automobilisti che stanno andando al concerto come noi. Capisce che siamo in ritardo, inizia a volare, a  fare strade paurose e decido di chiudere gli occhi e ascoltare Claudio in cuffia. Finalmente arriviamo. Posteggiamo molto distante e inizio a correre verso il Palasport. Mi viene dietro dandomi della pazza e forse un po’ lo sono, una pazza felice! Felice per il concerto e per essere riuscita a trascinarlo. Non troviamo posti a sedere, siamo tra gli ultimi e alla fine ci sediamo sulla  scalinata, dove non si potrebbe. La sorveglianza ci rimprovera, ma siamo davvero tanti, hanno venduto più biglietti del dovuto, che si stiano zitti che il bello sta per iniziare e so io che fatica ho dovuto fare!

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Si accendono le luci, i musicisti prendono posto, partono le prime note, entrano Claudio e Gianni: il Palasport esplode e io pure! Si balla e si canta a squarciagola, siamo forse cinquemila persone, non so,  quasi tutti in piedi. Lo spettacolo è di alto livello, per orchestra, scenografia e naturalmente per le performance dei due “Capitani Coraggiosi” che trascinano all’inverosimile. Accanto a me c’è un altro Capitano, quello della mia vita, che osservo di sottecchi in continuazione: inizialmente impassibile, comincia a ciondolare la testa e battere il piede a suon di musica. Poi canta! Canta con me e coi cinquemila. A metà concerto si alza, ancheggia, mi prende sottobraccio, mi cinge le spalle, segue il mio ritmo, sorride, applaude. E io mi spello le mani, per Baglioni, per Morandi, per  il mio faticoso, ma sempre bel, Capitano e per Me.

 

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