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Ultimo giorno di vacanza e non c’è niente di meglio che concedermi  un piccolo sfizio prima del rientro lavorativo: la doccia sbrikis! Spiegare che significa sbrikis  nel mio gergo  non è semplice: diciamo alla moda, cool, di tendenza, di capriccio. Non è la doccia normale, veloce, quotidiana, nell’abituale grande bagno di famiglia, ma è quella nel piccolo  bagno per gli ospiti, quello bello e tutto fashion che usiamo quasi mai. E lì la doccia è tutta speciale, sbrikis, appunto. Un apparato costato dieci volte più della normale, modesta ed efficace doccia. La sbrikis ha una pedana enorme, che dentro ci puoi ballare, un box di vetro trasparentissimo che non nasconde manco un capello  e  un  colonnone dell’acqua multifunzione con tante opzioni computerizzate. La chiamano doccia emozionale e di emozioni in effetti  ne può riservare tante…

Doccia sbrikis, quindi,  pur sapendo che poi dovrò  pulire e asciugare tutto, (ma questi box trasparenti chi li ha inventati?!!?) che consumerò il triplo di acqua e di tempo, ma c’è ancora un attimo di respiro  per  la lentezza, per il relax, per le emozioni e i capricci.

Sistemo le luci che fanno atmosfera, accendendo solo i led delle nicchie e la candela profumata alla gardenia e comincio col soffione centrale. Non ricordo bene il funzionamento della tastiera digitale, succede quando le cose si usano ogni dieci mesi, e mi affido un po’ al caso: l’acqua parte decisa, calda, perfetta. Assaporo la fragranza al patchouli del bagnoschiuma e tutto è ok.

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Improvvisa, inizia la funzione cascata e sono costretta a spostarmi sulla pedana per accogliere il getto d’acqua che, via via, diventa sempre più lento e fresco:  pioggerella, rugiada…ohhh, ehi, brrr… ho la pelle d’oca, come caspita  si aumentano acqua e temperatura?? Tocco tasti a caso e vengo investita da una secchiata gelida, violenta, turbinosa! Arretro spaventata in un angolino del box e continuo a pigiare la tastiera. Parte nuovamente il doccione, la temperatura ora è buona, mi rilasso e afferro la spazzola  e il guanto per il massaggio. Non ho il tempo di usarli su tutto il corpo che, nooo!… si azionano i fantomatici  fori direzionali, quattro cannonate  laterali  che non lasciano scampo! Sono getti forti, potenti, diretti che colpiscono con decisione e che non puoi ( o non so)  regolare: il primo va dritto nelle orecchie e un’otite è assicurata, il secondo è altezza seno e sinceramente fa male, il terzo colpisce impietoso i reni e il quarto le ginocchia. Mi difendo dando le spalle o il fianco e allungando le mani per fare da tappo, con esiti disastrosi!  Poi, visto che i getti sono fissi e io no, mi abbasso, mi stiro, mi allungo, mi giro e mi contorco per  evitare o far capitare gli spari dove voglio io, caspiterina a loro! Se solo sapessi eliminare ‘sti cannoni! Sono lotte e vere e proprie acrobazie, ma alla fine, se riesci a non romperti un osso , l’hai vinta sugli spari e sul piacere dell’idromassaggio.

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Mezza stordita, mi lascio bagnare dal doccione centrale che ora getta vapore profumato di pino misto ad acqua bollente  e non vedo più nulla! Riesco alla disperata  a fermare l’acqua e a uscire dalla doccia e, immersa in  una nuvola di vapore , annaspo  alla ricerca dell’accappatoio, ma mi rendo conto di non averlo portato con me! Non mi resta che usare l’asciugamani delle feste, quello che metti nel bagno solo per essere guardato, quello pericoloso perché… è di vetro! No, che dico? Un’intera  cascata di strass sulla morbida spugna! Roba da intelligentoni, eh! Per chi l’ha ideato e messo in vendita e per chi l’ha comprato (io!). Visto in una vetrina di Berlino, costosissimo, bello, “Notte stellata”  si deve usare solo dal rovescio: gli swarovski  graffiano la pelle e ci vuole attenzione. Attenzione un tubo se diventa l’unica cosa che hai sottomano per asciugarti dopo una doccia rocambolesca e immersa nelle nubi! Impreco quando mi rendo conto che mi sto graffiando una gamba. Così decido di uscire da quella cappa di nebbia e, gocciolante, corro nel bagno familiare per respirare e afferrare l’ accappatoio.

Torno nel bagno fashion e completo il rituale igienico, sperando che arrivi un minimo di relax. La crema per i piedi profuma di lime, quella per il corpo è all’uva rossa, il deodorante alla lavanda, nell’ambiente persiste l’odore del patchouli , quello del ginepro dello shampoo, quello della gardenia e del pino…una miscellanea che fa venire il capogiro! Fuggo veloce  e vado a ricompormi nel semplice e rassicurante bagno quotidiano.

Ora non mi resta che pulire e asciugare  la doccia sbrikis e …sigillarla con del nastro adesivo sino alla prossima befana!

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FOTO dal web:  Marion Crane (Janet Leigh) nell’indimenticabile “Psycho”, di  Alfred Hitchcock.

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