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Penso che tutti ci siamo incontrati – scontrati più volte con persone colpite dall’effetto Dunning-Kruger, gente, cioè, che si ritiene superiore e si sopravvaluta, giudicandosi migliore degli altri, senza esserlo. Gli psicologi David Dunning e Justin Kruger hanno definito questa  patologia una distorsione cognitiva di chi, non esperto in una o più materie, è incapace di riconoscere i propri limiti ed errori. Va, quindi, imperterrito,  a diffondere “sapienza e assiomi” e spesso lo fa con forza e aggressività, con  una convinzione tale che confonde e sbaraglia, inducendo agli errori di conseguenza. I due psicologi , inoltre, affermano che il fenomeno, che può colpire chiunque (alcuni premi Nobel compresi)  e in qualsiasi settore,  è in forte espansione, grazie anche al fatto che  oggi ci acculturiamo di fretta e a colpi di flash e il nostro cervello fa di tutto per dare un senso a tutte le nozioni che riceve. Il rischio è di fare un minestrone condito di sé. Sì, di sé, del nostro io perché fondamentalmente è una questione di sovrastima. Gli incompetenti , incapaci di giudicarsi,  si giudicano supercompetenti:  non giudicano la propria abilità in base all’effettivo confronto dei risultati a lungo termine con quelli del resto delle persone, ma partono con una idea preconcetta sul proprio grado di preparazione: “sono bravissimo e punto!”

Per assurdo che sembri le persone colte e dotate di grande capacità si stimano troppo poco. Chi veramente si avvicina al sapere e ci entra dentro,  anche solo lambendolo, si rende conto di quanto questo sia grande e di quanto poco si può conoscere.  Ora,  io non sono una psicologa e non ho giuste competenze in materia, quindi nella spiegazione scientifica dell’effetto Dunning-Kruger mi fermo qui, altrimenti dimostrerei di esserne affetta. Non che escluda il fatto di esserne stata colpita in certi frangenti della vita; so essere ostinata, ma anche riconoscere i miei limiti, che non sono pochi.

Proprio l’altro giorno ho ripensato all’effetto D-K mentre ero intenta a preparare un risotto coi gamberetti. ( in cucina l’effetto D-K  può essere prorompente! ). Era estate e tra amiche ci stavamo organizzando per la gran cena di ferragosto: spesa comune, varie preparazioni di pietanze a gruppetti per faticare tutte, ma il meno possibile. Si decise come primo piatto per un risotto coi gamberi e tre amiche si offrirono di prepararlo. Calcolammo che sarebbero occorsi  tre chili di gamberi freschi. Il caso volle che la sera prima a casa di mia sorella  ci fosse in visita una sua collega che, sentendoci parlare della cena dell’’indomani e del risotto in particolare, diede la sua sentenza da superesperta in preparazione di piatti a base di pesce. In breve, dopo aver ascoltato le tre amiche deputate al risotto, peraltro brave cuoche (ma non affette da alcuna sindrome), disse con convinzione che se avessero  voluto ottenere un risultato eccellente avrebbero dovuto frullare il carapace dei gamberi e unire l’impasto ottenuto al risotto perché è nel carapace che si trova il vero gusto dei gamberi.  Intervenni dicendo che con le “bucce” e le teste e la coda dei gamberi preparo il brodo che aggiungo al riso e lei mi liquidò dicendo che non avevo la più pallida idea di come  poteva sapere un risotto col frullato di teste,  coda e bucce e che dovevo solo provare per credere. Fu così ripetitiva, così sicura e  categorica, così convincente che le tre amiche andarono a procurarsi un frullatore e la sera di ferragosto…buttammo  il risotto perché immangiabile! Sembrava di masticare vetro!!!

Per anni parlammo di quel risotto e di quella signora e ancora aspettiamo che torni in visita per invitarla a pranzo e offrirle un risotto di gamberi col carapace frullato, ma solo nel suo piatto!

In quell’occasione rovinammo tre chili di gamberi freschissimi (e costosissimi), ma immaginate cosa può accadere quando una sindrome del genere colpisce persone che ricoprono ruoli seri e importanti nel  campo medico-scientifico, ad esempio, o in quello economico-finanziario, o ancora pedagogico-educativo, o… in politica! Sarebbe (E’-E’ stato) un disastro! Presuntuosi incompetenti al comando: pericolo serio e da effetti disastrosi. C’è un modo certo, sicuro ed efficace per riconoscere i malati di tale sindrome e smascherarli il prima possibile???

dunning

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