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Anche quest’anno ho raccolto l’invito di Arthur unendomi ad altri autori per scrivere un racconto di Natale per il Magazine Scriveregiocando 2014.  Ringrazio Morena Fanti e Arthur per aver accolto “La mia Africa”,  un racconto che tratta un tema  non facile, scottante e controverso, un tema  che ho cercato di  sviluppare  con estrema delicatezza e rispetto e  anche con sincero trasporto, mettendoci dentro l’anima. Non può essere diversamente quando si parla di VITA.

Splendidi i racconti e le poesie dei vari e numerosi Autori del Magazine che potrete leggere cliccando qui o nella copertina del Magazine nella colonna del  widget. Una rivista gradevole da leggere e davvero ben impostata anche sotto l’aspetto grafico . Complimenti a tutti gli autori e ad Arthur, nostro Art Director.

A voi tutti e alle vostre famiglie cari e sinceri auguri di Buon Natale.

Marirò

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 Pastorello in terracotta – Caltagirone

 La nostra Africa

Il  pranzo di Natale è terminato e la famiglia si sposta nel salotto per il dolce e il caffè. La mamma dà il via allo scambio dei regalini che attendono di essere donati sotto l’albero luccicante. E’ un momento di gradevolezza per tutti e poco importa se dentro quei  pacchetti col fiocco rosso ci sarà un’altra sciarpa o il solito profumo. Conta il pensiero, il dono, il gesto. Conta esserci.

Federico e Laura ricevono dai genitori e dai suoceri doppi regali: manca appena un mese  alla nascita del loro bambino e tutti già lo coccolano. Federico  porge alla madre uno scatolino  che contiene un angelo di fine porcellana:-Per la tua collezione di angeli, mamma.

Poi consegna una busta al padre. – Per te, papà. Buon Natale.

  -Cos’è?- chiede il padre, rigirando quella busta bianca con scritto  “La nostra Africa”- Un biglietto aereo? Non mi muovo da casa, sta per nascere mio nipote!

-No, è qualcosa di diverso  che spero tu gradisca.

Papà Marco apre la busta  e tira fuori  un foglio: -Posso leggere a voce alta o sono segreti?

-Non più segreti,  leggi come preferisci, noi intanto mangiamo il dolce.

Marco inizia a leggere:

“Ciao papà,

è Natale, mille auguri! Natale significa nascere, giorno della nascita, origine. Gli auguri, pertanto, sono d’obbligo perché ogni nascita è un augurio. Sta a noi decidere cosa deve nascere e quale cammino far proseguire.

E tu, papà, 30 anni fa  decidesti insieme alla mamma, dopo non poche tribolazioni, di far nascere me, di togliermi dal freddo e di inserirmi nel suo grembo caldo,  permettendomi di iniziare a vivere. Poi il nostro cammino insieme, ricco di momenti sereni e gioiosi, di affetti e sentimenti. Le preoccupazioni, le arrabbiature, le fatiche,  non sono mancate, come nel cammino che ogni famiglia affronta.

Hai già capito, papà, con te i lunghi discorsi non servono, hai  capito che  ora so. E’ stata la mamma a spiegarmi qualche giorno fa che mio figlio difficilmente potrà avere gli occhi verdi come i tuoi. Forse sì, mi piacerebbe li avesse verdi, soprattutto mi piacerebbe che il  suo sguardo  avesse la stessa intensità del tuo .  Mi piacerebbe anche che lui  avesse quella macchia scura che tu hai sul petto, quella che soprannominammo “ La nostra Africa” per via della sua forma. Ahahah, quante risate io e te su quella macchia! Quante storie abbiamo inventato nelle sere estive mentre  col dito percorrevo quella  “voglia” cutanea e tu a dire che la nonna, mentre crescevi nel suo grembo, stava  di certo a  sognare savane, deserti, elefanti,  piramidi  e ogni volta erano racconti meravigliosi e carichi di avventura!  Ricordo che un Natale ti costrinsi a stare a torso nudo per  ascoltare nuove storie. Nevicava, avevo la febbre alta e tu  sedesti sul mio letto mezzo nudo per accontentarmi. E raccontavi mentre io con la mano seguivo i contorni della “nostra Africa”.  Che egoista che fui! Beh, Marco non avrà quella macchiolina, ma  mi impegnerò come te a creare un “gioco” tutto nostro e a stabilire con lui un contatto e un legame così forte e profondo che sarà per sempre. So come fare, ho avuto un buon maestro.

Sì,  il tuo nipotino si chiamerà Marco.  E questo, insieme a tutto quello che questa lettera può contenere, è il nostro  regalo di Natale per te.

Sapere che sono nato da un doppio dono non mi ha turbato. Ringrazio quell’uomo  senza volto e senza  nome che volle donare una goccia di sé  e soprattutto ringrazio voi che decideste  di raccogliere quella goccia per farla diventare vita. Una vita, la mia,  voluta, accolta e coltivata come il fiore più prezioso, curato, protetto, difeso, amato. Sono fiero, fiero e orgoglioso dei miei genitori. Potrei riempire pagine intere se dovessi scrivere ciò che voi due avete fatto per me, dal primo bagnetto con la spugna naturale alle lacrime di gioia per il mio matrimonio. Potrei scrivere  di tanti momenti insieme e dei vostri preziosi insegnamenti, ma direi ciò che molti sanno e che ogni buon genitore fa per il proprio figlio. Tu e la mamma avete, con coraggio e consapevolezza, scelto di darmi la vita in un modo speciale. E questo è il mio grazie più profondo insieme a quello di essere stati dei genitori splendidi.   

Piuttosto io, spero davvero di essere stato un buon figlio. Deludervi sarebbe per me tremendo.

Ora, caro papà,  io e Laura ti chiediamo di  essere un nonno speciale per Marco  junior. Lui sarà un bimbo fortunato, così come  lo sono  stato e continuo ad esserlo io.

Felice Natale, papà. Sempre tuo,

Federico.”

Marco ripone la lettera e lentamente alza gli occhi lucidi sulla sua famiglia, quella che ardentemente desiderò insieme alla moglie, quella che ora cresce.  Poi indica il  pancione della nuora:- Dai, Marco, sbrigati a nascere che il nonno è impaziente di presentarti “la nostra Africa”. Buon Natale, piccolino!”.  Dopo versa un po’ di spumante nei bicchieri e va verso suo figlio per un brindisi speciale, fatto  di consapevolezze aumentate che fortificano quanto già  c’è e continuerà ad esserci.

Maria Rosaria

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Murales – Tempera su muro © Arthur