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Maurino è un venditore ambulante di frutta e verdura. Conosciutissimo nella zona, sistema il suo camioncino nel posto più strategico della piazza, sempre quello,  e decide i menù giornalieri degli abitanti. Perché da lui vanno al giorno in cento più uno. Davanti al camioncino si fa la fila, senza numerini  tagliacode e senza fretta. I clienti sono in maggioranza pensionati e casalinghe e il punto è un ritrovo.  Maurino è cordiale con tutti: marpione con i signori,  galante con le signore,  mette buonumore e dà da parlare a tutti: chiacchiere, aneddoti sulla vita di quartiere,  dicerie, calcio, politica, ecc… e questo ai clienti piace.

La merce, che ogni giorno alle 6.00 va a prendere in un vicino mercato, è  di qualità, freschissima e a prezzo altamente concorrenziale rispetto ai negozi di ortofrutta  e ai supermercati. Di scontrini fiscali ne rilascia uno su cinque e ha il vezzo dichiarato di fare la cresta sul peso. Le bilance sul camioncino sono due: una elettronica e regolamentare, l’altra coi pesini d’ottone ed è quest’ultima che usa in tutti i “casi non sospetti”.  E’ una bilancia taroccata e Pasqualino lo indica con un  ermetico  e malizioso cartello:

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Questo scatena colorite lamentele e divertenti discussioni: chi va nella vicina macelleria a verificare il peso, chi torna a protestare l’indomani dopo la pesata a casa, chi fa lo sfottò e lui risolve con un sorriso e qualche omaggio. Così nel sacchetto delle pere mette in regalo qualche kiwi o due mele, un finocchio o un cespo di lattuga.

Maurino ama tornare puntuale a casa per il pranzo e col camioncino vuoto, ‘che lui la roba vecchia e appassita non l’ha mai proposta  alla sua clientela. E allora verso mezzogiorno scatta il momento  degli affari perché l’ambulante mette la frutta e la verdura che restano, poca a dire il vero, in svendita. La gente lo sa e a quell’ora  porta via una cassetta di zucchine per 2 euro, con 4 fasci di tenerume al prezzo di 2, con una gabbietta di fragole a pochi spiccioli. Il tutto per l’orgoglio dei mariti che ritengono di saper fare gli affari e per  gli incubi delle mogli ( i mei, ad es.) che poi non sanno come sistemare e smaltire tutta quella gran quantità di roba.  Si avvicinano a volte anche alcuni rappresentanti di associazioni umanitarie e Maurino sa essere  generoso.

Alla fine la simpatia per il personaggio  supera l’eventuale antipatia e così ci si dimentica dello scontrino e della bilancia taroccata.

Per il resto il Sig. Maurino vive una vita molto tranquilla nel suo ranch. E’ riuscito a costruire,  in una zona collinare  dal panorama mozzafiato e lontana da occhi indiscreti, tre eleganti  ville (abusive e poi sanate) con tanto di piscina, prato inglese e rimessa per i cavalli. Moglie, figli e nuora girano in Suv  e lui ad agosto, sacrosanto mese di ferie, dopo il viaggio transatlantico, scorrazza con una fiammante Honda per le pendici del vulcano, in attesa dell’autunno e di lucidare i pesi di ottone della sua amata bilancia.

(Una vocina mi dice che io, dipendente statale, devo aver sbagliato qualcosa nella mia vita…)

MACCHINA MERCATO 2

Ambulante folk – Foto web

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