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Un elogio alle Donne Afghane che in questi giorni, sfidando il divieto e le minacce dei talebani, i tabù sociali e religiosi, la pioggia insistente e le lunghe file, si sono recate con coraggio, convinzione e determinazione alle urne per votare alle elezioni presidenziali. Non solo loro, anche gli uomini e, insieme, hanno così risposto a chi da decenni tiene sotto scacco, sotto miseria, sotto cultura e sotto il terrore l’Afghanistan.

>>>/ L'AFGHANISTAN SFIDA I TALEBANI, AL VOTO PER IL DOPO-KARZAI

Foto web

I risultati delle elezioni si sapranno in seguito, ma quel 70% di affluenza di uomini e donne è già una vittoria per la democrazia, è già un NO forte e chiaro alla violenza becera dei talebani e  ai pesanti tabù religiosi . Non sono mancati gli attentati sanguinari, non è mancata la paura, nemmeno l’assassinio di una giornalista tedesca e non sono mancate le DONNE di ogni età che non hanno avuto paura della testa tagliata. Questa era la minaccia degli oppressori per chi si fosse recata al voto. Ma loro non sono rimaste a casa.

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Molte, le più giovani, hanno anche sollevato il pesante e oppressivo velo e si sono lasciate fotografare con sorrisi smaglianti e le tessere elettorali in mano. Hanno sete queste donne,  sete e fame di sicurezza, di diritti, di rispetto, di libertà, di crescita. Conosciamo queste donne, le conosciamo grazie ai mezzi di comunicazione e dai libri e dai film: le conosce chi, ad esempio, ha letto Khaleid Hosseini o chi ha visto “Viaggio a Kandahar”, bellissimo e scioccante film.

“Questo voto, per ogni donna afghana non è solo un voto, ma un modo di dire no alla discriminazione, alla violenza e all’ingiustizia contro la donne. Ogni voto e ogni scelta consapevole ci avvicina al raggiungimento dell’uguaglianza fra esseri umani”. Scritto da Masuma Mohammadi sulla sua pagina Facebook,  che osserva con speranza la prima transizione democratica nel suo Paese minato da quasi tre decenni di continua guerra.

Parecchie donne afghane, da anni si sono organizzate e. ad es.,  le attiviste della Fondazione Pangea, che, tra l’altro, in occasione di queste elezioni, hanno effettuato un “porta a porta” in molte città per spiegare, informare, incoraggiare, le donne e i loro uomini sulle elezioni. La risposta  non è mancata.

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Elezioni presidenziali 2014 – Donne afghane in fila in attesa del voto – Foto web

Comunque andranno i risultati, non sarà un’elezione, per quanto storica per l’affluenza al voto, a cambiare velocemente le condizioni del Paese. La strada è irta e difficile, ma il via verso la democrazia e verso l’uguaglianza tra gli esseri umani è partito e non si arresterà.  Ci vorrà tempo, ci vorranno azioni mirate, ci vorrà aiuto e seria e collaborazione mondiale.

Auguri Donne Afghane, il Futuro è anche nelle vostre mani.

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Un grazie a  L’ Eco del Vento, per aver scelto questo blog per  il premio Dardos, e per averlo assegnato con parole che mi hanno lasciata senza parole. Grazie, Laura! Papaveri rossi per te, semplici, delicati e al contempo forti ed eleganti fiori che sanno di vento, di risveglio, di spontaneità, di canzoni e corse tra i campi, di aria, di libertà. 

🙂

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