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Mimose striate di sangue: troppo sangue, inutile, crudele, stupido sangue. Che tristezza, che bassezze, che vergogna, uomo!Sì, uomo, perchè il  femminicidio è soprattutto un problema di uomini, di una fetta di uomini sempre più consistente, purtroppo. Uomini  malati, fragili, deboli,  terrorizzati dal confronto con gli altri uomini, incapaci di sopportare un dolore, un lutto, una perdita, impossibilitati a controllare i loro peggiori istinti, uomini che dovrebbero riunirsi in piccoli gruppi,  tematizzare la loro angoscia, descrivere la perdita di potere nel privato, che subiscono senza parlarne da decenni. Sono loro che devono commentare e approfondire il fenomeno del femminicidio, loro che devono accettare l’idea di essere malati e farsi curare. La violenza contro le donne, non è un problema nostro. È un problema loro. Loro e di alcune donne-madri che allevano il “cucciolo” di casa nel concetto di superiorità  di “masculo“.  Noi siamo le vittime di certi uomini e certe donne e ancora oggi ci sorprendiamo, ci incantiamo, ci meravigliamo per come i nostri uomini ci stiano massacrando: 177 donne ammazzate in Italia nel 2013 dai loro uomini, 16 le donne uccise in questi primi mesi del 2014.

Per favore, poeti e scrittori, non pronunciate mai la parola amore in queste storie, che l’Amore non c’entra proprio nulla!

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Serena Dandini ha  raccolto delle storie di mogli, fidanzate ed ex-fidanzate, compagne vittime di femminicidio, le ha riscritte con leggerezza, a volte ironia, facendo parlare le donne morte, facendo raccontare la storia a loro stesse e le ha messe in scena nello spettacolo teatrale “Ferite a morte” che sta girando per l’Italia e l’Europa con grande impatto emotivo tra gli spettatori. Ho letto alcune di queste storie e colpiscono, tra l’altro, per la delicatezza e il disincanto perchè, così come nella chiusa di uno dei monologhi,  “Noi donne non ci possiamo credere che gli uomini ci uccidano”.  Eccone una:

MAZZO DI CHIAVI 

Allora questa è del cancello, questa del portoncino blindato, no questa è del garage….. Se cambio la serratura ha detto che m’ammazza, dice che è anche casa sua, solo perché ci ha abitato , ma io ci stavo in affitto da prima che arrivasse lui, ma se cambio la serratura ora m’ammazza. La cambio?, non la cambio???… 
E io non l’ho cambiata, così è entrato di notte tranquillo con le sue chiavi e mi ha strangolata mentre dormivo. Il ragazzino non si è accorto di nulla, ha continuato a dormire. 
Era bravo con il ragazzino, lo portava ai campi sportivi a vedere le partitelle, è stato quello che mi ha ingannato, se uno è buono con il ragazzino è buono pure con me, pensavo… 
Mi sentivo tanto sola, la fabbrica , il ragazzino, mi piaceva vedere un uomo dentro casa la mattina, son belli i maschi in bagno mentre si fanno la barba con quel buon profumo di pulito….. per essere pulito era pulito , si cambiava due camice tutti i giorni, io non ero una grande stiratrice ,lo so, ma lui era un po’ fissato, è colpa delle madri che abituano questi maschi come al Grand Hotel, e poi quando escono nel mondo vero non ci si ritrovano più… 
Se avessi avuto i soldi c’andavo io al Grand Hotel insieme al ragazzino e lasciavo quella maledetta casa, me l’avevano detto al centro anti-violenza, cambia la serratura , ma io c’avevo paura che m’ammazzava , l’aveva urlato ai quattroventi :”se cambia la serratura l’ammazzo”. E io non l’ho cambiata….e infatti è entrato e m’ammazzato…non c’è una logica…. Chi ci capisce qualcosa è bravo…
Allora questa è della porta principale, no del portoncino…

Entrava e usciva a tutte le ore come gli pareva, accendeva la televisione a tutto volume di notte, mi svegliava il ragazzino, svuotava il frigorifero, si mangiava la spesa di due giorni, era abituato a servirsi a piacimento …poi veniva in camera da letto, lì non c’erano proprio le serrature, apriva e anche lì si serviva a piacimento, solo del bagno non aveva le chiavi, lì potevo chiudermi a piangere in santa pace.

Eppure dopo l’ultima discussione sembrava quietato, vedrai che ha capito, ho pensato, non mi ha neanche detto: “se cambi la serratura t’ammazzo”, allora mi son detta, quasi quasi domani la cambio…ma mi ha ucciso prima… 
Io non lo volevo offendere, volevo solo lasciarlo o meglio volevo che lui ci lasciasse in pace a me e al ragazzino… 
Ma lui dalla madre non ci voleva tornare, eppure la madre stirava meglio di me, me lo diceva sempre, dovresti imparare da mia madre, non ho fatto in tempo…

Scusate glielo dite voi alle ragazze del centro anti-violenza che c’avevano ragione, io non le ho più trovate, dice che hanno dovuto chiudere per via dei tagli , ora al posto loro c’è una banca, ma il mutuo non me l’hanno dato, peccato volevo tanto cambiare casa… ora mi son rimaste solo queste chiavi e non mi ricordo neanche cosa aprono… questa è del cancello… e questa??

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