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Rosina va in giro con i suoi 60 e passa anni ben portati. Pratica e senza mezze misure, sa esaltarsi e donarsi se prende a cuore una situazione, dire la sua e  mostrare disappunto se non condivide. Svolge con serenità il lavoro di insegnante e nel frattempo fa altre mille cose e solo lei sa come: dalle conserve di cibo di ogni tipo al ricamo di interi corredini per i nipotini, dal bricolage alla tinteggiatura delle pareti di casa. Creativa e passionale, entrando nella mia aula e notando delle semplicissime tendine bianche alle finestre, non ha esitato a definirle ospedaliere, a staccarle senza darmi il tempo di fiatare e a restituirle due giorni dopo con un’allegra balza con margherite e coccinelle. Una mattina, senza giri di parole, vedendo una giovane collega in t-shirt e pantacollant semitrasparente, le ha detto di andare a rivestirsi che eravamo in una scuola.

E’ fatta così Rosina: prendere o lasciare. Di solito prendiamo avendo, nel tempo, apprezzato la disponibilità, la schiettezza e quel sottile fascino ormai dimenticato di essere una donna quasi d’altri tempi. Se per qualsiasi motivo vai a casa sua di certo te ne torni con un barattolo di olive in salamoia, un sacchetto di scorzette d’arancia candite o con una presina all’uncinetto, tutto rigorosamente fatto da lei.

L’altro pomeriggio siamo andate insieme in un ufficio per risolvere alcune situazioni e ci ha accolte un sindacalista che ci ha pregate di aspettare poichè impegnato con una persona. L’ufficio era un’unica stanza con scaffali, cassettiere, una grande scrivania con alcune sedie attorno e un divanetto con tavolinetto per chi deve attendere il turno. Tutto a vista, tutti insieme, tutto senza l’ombra di privacy. Vabbè. Mentre il sindacalista pensava all’altro signore, noi sfogliavamo distrattamente qualche rivista e Rosina mi raccontava della nipotina.

Il sindacalista si muoveva sulla poltrona girevole per prendere moduli, si alzava per cercare e stampare fogli. Rosina ad un tratto si ammutolì e poi iniziò a borbottare:-Hai visto? Che scostumato!

Io che non avevo ancora notato nulla, seguii le indicazioni che lei faceva con gli occhi e capii:-Non farci caso, è la moda dei giovani. Rispose che quel tizio i quaranta li aveva superati di sicuro e che era sconveniente accogliere così delle signore in un ufficio. Sorrisi e cambiai discorso.

Il sindacalista indossava un maglione e dei jeans con gli strappi. Nulla di strano, ragazzi e ragazze li indossano con disinvoltura. Stavolta però gli strappi non erano sulle cosce, sul sedere o sul ginocchio, ma proprio “lì”. Sì, lì, esattamente sull’inguine. Due strappi orizzontali ai lati della cerniera e anche belli grossi. Meglio dire due buchi!

Da quel momento, quando il sindacalista si alzava, si muoveva, girava per scaffali, Rosina seguiva “gli strappi”, farfugliando rimproveri sottovoce. Conoscendola, iniziai a temere una reazione.

Venne finalmente il nostro turno e ci accomodammo alla scrivania. Discutemmo con il sindacalista, uscimmo fogli e certificati, guardammo schermate al pc. Lui valutò, dette consigli, chiarì varie cose, sistemò schede e si alzò per stampare dei moduli. Quando tornò rimase in piedi davanti a noi sedute e gli “strappi” erano lì, sotto il nostro naso, davanti ai nostri occhi, a un metro di distanza.

Sappiamo che chi indossa uno spacco profondo, una scollatura vertiginosa, uno strappo, una mini, una trasparenza, lo fa perché vuole che siano notati. E noi notammo.

Gli strappi non erano a pelle, almeno non sembravano; sotto traspariva una tela nera, una fodera o forse era il cotone dei boxer, non so. Ma erano lì, esattamente lì e tanto bastava. Ok, diciamola tutta: in un altro punto nessuno li avrebbe notati più di tanto, invece lì…strategico!

Il tipo era vanesio, questo era indubbio, si stava mostrando, magari divertendosi, e cercai, seppur a fatica, altre attenzioni, tenendo sott’occhio Rosina che, invece, si agitava sulla sedia. “Ora sbotta”, pensai e mi alzai per accelerare l’uscita. Rosina rimase seduta, fece un sospiro e poi chiese al sindacalista :

-Li vuole due punti?

-Prego??

-Caro giovanotto- disse, cercando qualcosa nella sua borsa- o lei è uno scostumato o non c’è nessuno che pensa alle sue cose. Vada in bagno, levi questi jeans e me li porga che due punti glieli do io!

Detto questo, poggiò sulla scrivania un piccolo kit per cucito e io sprofondai sulla sedia, rossa come un pomodoro!

johnnydeppsexy

Johnny Deep 

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Un GRAZIE di cuore a NIVES  per aver  voluto insignire questo blog del Liebster Award.

Questi fiori sono per te, cara Nives 🙂

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