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Foto di Salvo Barbagallo scattata stamattina, 16-12-2013

Non è facile vivere con gli  Slug. Sapete cosa sono? Sono grandi bolle di gas che si generano nei   condotti craterici dei vulcani a causa  di modifiche interne nelle viscere della terra, dell’apertura di  fratture profonde o per questioni legate ai movimenti tettonici.  Le bolle di gas occupano i condotti craterici e portano alla risalita del magma con fontane di lava ed eruzioni.. La liberazione in superficie di questi Slug genera  il tremore vulcanico sui crateri, terremoti  di varia entità, colonne di cenere vulcanica e boati e ruggiti inimmaginabili.

Il 20° parossismo dell’Etna del 2013, in corso da tre giorni, queste caratteristiche le ha tutte e per quanto noi gente dell’Etna possiamo essere abituati, non lo siamo mai abbastanza.  Alla lunga ti assale una paura ancestrale, una tensione elevata e uno sfinimento per le nottate di sonno poco tranquillo.

La cenere vulcanica che il vento porta ovunque al momento è l’ultimo nostro pensiero, così come la chiusura da 48 ore degli aeroporti di Catania e Comiso, anche se spiace per i viaggiatori. Affascinanti le fontane di lava e i bagliori notturni. Ieri sera non sono mancate due scosse di terremoto che un po’ ci hanno fatto sobbalzare. Le tre colate laviche al momento sono modeste e non preoccupanti perché convergono nella Valle del Bove, disabitata. Snervanti e da paura sono invece i tremori e i boati  continui ed incessanti. Sono stati e sono,  al momento che scrivo pare ci sia una pausa , molto forti, avvertiti persino in Calabria. Vetri, porte, persiane, cancellate,….vibra tutto, come ci fosse un continuo e costante terremoto e un immenso lungo tuono che dura da giorni. L’unico modo per sentire di meno il ruggito del vulcano è chiudersi in una discoteca con la musica sparata a palla o andare a scuola e farsi distrarre dal manicomio che sanno fare gli alunni. Ma stamattina nemmeno gli schiamazzi dei bambini hanno attenuato il fenomeno ed è stato un continuo rombare e vibrare di porte e finestre.

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Foto di Antonio Lundari scattata ieri sera dal casello autostradale di Giarre

Questi sono alcuni degli aspetti negativi che producono i vulcani attivi e peraltro da considerare di piccola importanza se pensiamo al potere distruttivo  che può avere un vulcano, anche un vulcano come l’Etna, attivissimo e discretamente  mutevole. Il nostro passato etneo insegna. Ma, confortati dalle rassicurazioni dell’INGV di Catania, al quale noi della Sicilia orientale siamo connessi 24h su 24, cerchiamo di vedere gli aspetti positivi di questa enorme energia che, come dicono i geologi, trova una via di sfogo e si disperde senza troppo danno, di questo fuoco primitivo che è intrappolato nelle viscere della Terra  e che durante le eruzioni si affaccia alla superficie del globo portando all’accrescimento della crosta solida sopra il mantello e alla successiva e conseguente formazione dell’atmosfera e dell’idrosfera, culminando nello sviluppo della biosfera e, in ultima analisi, alla stessa vita.

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Foto di Giovanni Pappalardo durante l’attività stromboliana dell’Etna nel mese di aprile 2013