Dopo quanto accaduto in Sardegna, ma anche in tutti i precedenti disastri legati al territorio,  si assiste all’odioso rimbalzo delle responsabilità  tra Protezione civile-Amministrazioni e enti locali- Popolazione.

Senza discutere sulle assolute e primordiali responsabilità di ogni cittadino, ingegnere, costruttore, ufficio tecnico municipale, genio civile, sindaci, assessori, ditte di manutenzione delle aree fluviali, pedemontane, costiere, stradali, ecc… in tempo d’estate, di inverno, di autunno, di primavera di ogni anno presente, passato e futuro,  mi chiedo se, in quest’ultimo evento disastroso, qualcosa POTEVA e DOVEVA funzionare meglio.

La sera precedente, al tg delle 20.00, anche io ho sentito la notizia : -allerta meteo sulla Sardegna, si prevedono forti piogge.- Punto.  Ad annunci del genere siamo ormai abituati; la protezione civile, anche per scaricare eventuali responsabilità, ne dirama a josa di questi  allarmi e a largo raggio, spesso e per fortuna poi di moderata realtà, fino a che quasi non ci credi più o comunque ti limiti a mettere al massimo un ombrello in borsa. Ma diversa cosa è un ciclone, mannaggia!

Un ciclone i meteorologi, con gli strumenti sofisticatissimi che hanno, lo vedono chiaro e forte almeno tre  giorni prima! Insomma, quando partiamo in viaggio, tutti consultiamo i siti meteo della località interessata e leggiamo le previsioni estese anche a 15 giorni. E corrispondono alla perfezione.  Nell’ultimo viaggio in una città estera le previsioni meteo che consultai per l’intera settimana furono perfettamente corrispondenti, dall’umidità ai venti, dalla pioggia, al sole, alle temperature.

Ora mi chiedo: come si fa a non vedere un ciclone e/o  a chiamarlo “maltempo”? Come si fa a non dare un allarme chiaro e forte con detto o scritto CICLONE anche in TV, alla radio, sul web?? Il capo della Protezione Civile, Gabrielli, dice di aver diffuso 12 ore prima l’allerta meteo alle prefetture e alla Regione che a sua volta deve diramarla ai Comuni e questi ai cittadini. E ha concluso dicendo :Chiedete a questi enti cosa hanno fatto!

Se questi enti non funzionano,  facciamo in modo che comunque i cittadini sappiano dai canali di informazione e si allarmino e attivino in qualche maniera da soli!

Incredula  su quanto leggevo in giro,  ho chiesto a Marghian, blogger sardo, che mi ha risposto: Non credo che la gente sia stata avvertita dell’arrivo di un ciclone come questo. Non nel senso che intendi tu, dalle autorita’ locali. Solo una generica allerta meteo, ma a nessuno e’ stato detto di premunirsi in qualche modo. Guardando le previsioni meteo qualche giorno prima, queste dicevano “maltempo”, noi come abitanti della Sardegna non abbiamo presagito nulla di tutto questo. Non esiste ancora un centro regionale della Protezione Civile in Sardegna.

Ma è possibile?? 16 vittime sono un numero altissimo in termini di vite umane, ma sarebbero state centinaia e centinaia se la pioggia violentissima non fosse iniziata di notte, scoraggiando così molti a uscire di casa .

Ora del ciclone Cleopatra sappiamo tutto: come e dove è nato, dove è stato  a spasso, la direzione, la forza, i millimetri di pioggia, il vento, …tutto. Adesso lo sappiamo. Tardi, direi, oltremodo tardi. Ora è il tempo del lutto.

Ciclone Cleopatra si abbatte sulla Sardegna

 

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