La chiamerò Serena perché è un nome che la rispecchia. Ha 15 anni e frequenta il secondo anno di liceo classico. Sempre attenta e puntuale a scuola, eccelle in italiano e nel disegno. Allegra, cortese, ha tanti amici e tante amiche che la cercano sovente perché è una buona organizzatrice di feste e gite e perché è una ragazzina fidata, gioviale, attenta alle varie esigenze altrui.

La scuola e lo studio sono  i suoi primordiali impegni  giornalieri, poi viene il  resto. Ha tante cose da fare durante la settimana, compiti permettendo,  e non si annoia mai. Appartiene ad una gran bella famiglia: il papà fa il pasticcere, la mamma lavora periodicamente in un albergo per riordinare le stanze. Il fratello maggiore ha già la sua famigliola e c’è il piccolo Peppe che è l’amore di Serena. Adora quel nipotino e ogni giorno, caschi il mondo, va a spupazzarlo per un po’. A volte glielo affidano per qualche oretta e lei diventa una zia attentissima e felice.

Una paio d’ore la settimana frequenta un corso di pittura perché dipingere le piace e  la rilassa. Andrebbe più spesso in quello studio artistico, ma costerebbe troppo alla famiglia. Però a lei basta e sta imparando ed affinando tante tecniche pittoriche. Frequenta ancora con piacere il gruppo scout del suo paese e ha trovato un modo economico per fare regolarmente  palestra: gode di un forte sconto sul costo mensile collaborando al riordino della stessa. Non si tratta di fare le pulizie bensì di trattenersi dieci minuti in più la sera e dare una mano alla proprietaria per sistemare  attrezzi e robe varie.

Serena è una bella ragazzina, alta, magra, mora. con grandi occhi nocciola. Ha gusto estetico e sa ben combinare i vestiti che acquista nei centri commerciali a buon prezzo. Non le interessano i capi firmati, ama stare in jeans e magliette e maglioni, ma non manca di indossare anche qualche abitino elegante e un po’ sexy, secondo le occasioni. Come tutti i suoi coetanei possiede un cellulare, non è di ultimo grido, a dire il vero è un po’ obsoleto, ma che importa? Era del fratello e lo passò a lei due anni fa. Funziona a meraviglia e con appena 7 euro al mese gode di tanti minuti di chiamate e messaggi. E’ sempre il fratello a pagare quell’abbonamento e quando i minuti finiscono lei sa che non può chiedere ricariche extra. Ha imparato a farseli bastare. Inoltre, avendo a casa un computer, usa skype per le lunghe chiacchierate (anche, a volte, con la sua maestra dell’elementare) e così  risolve ogni problema. Da poco ha deciso di collaborare, insieme ad alcune compagne e su suggerimento di una prof, con l’ onlus del Banco Alimentare.

Ha un amorino e insieme vanno a prendere la pizza, a vedere qualche film, a gustare il gelato o il panino nella piazzetta o in città. Qualche volta a ballare. Di solito escono in gruppo e così il sabato sera può ritirarsi anche alle 23.00. Gli altri giorni c’è la palestra serale e alle 21.30 torna a casa e dà un’ultima controllata ai compiti. Poi la tv coi genitori o nella sua stanzetta. La domenica pomeriggio, invece, è dedicata ai nonni che abitano in un altro paese. E’ una regola di famiglia e non si sgarra su questo, tranne per  qualche impegno importante con gli scout.  In fondo le fa anche piacere, per i nonni e per i suoi disegni: abitano  in una bella zona di montagna e lei non scorda mai di portare con sé album, pennelli e colori.

Amerebbe molto viaggiare per il mondo e per musei e trascorrere l’estate in Inghilterra per apprendere bene l’inglese. Ma al momento non si può.

Serena è stata una mia alunna, ma questo non ha assolutamente importanza. E’ una ragazzina come MIGLIAIA e MIGLIAIA di tante altre ragazze e ragazzi. Vive serenamente la sua adolescenza, sta iniziando a costruire e a indirizzare il suo futuro  tra  affetti e amicizie, studio, impegno e passioni,  equilibrio, alcune rinunce, collaborazioni e sostegno della famiglia e per la famiglia.

E’ la parte bella, sana, semplice, tranquilla, solida, della nostra gioventù, quella che non fa notizia. Difficilmente si sentirà parlare di lei e dei coetanei come lei  in tv o sui giornali. Non importa. Importa, invece,  la loro numerosissima presenza in questo nostro mondo.

Auguri Serena, per tutto, auguri a te e ai ragazzi come te: siete il nostro futuro e il nostro orgoglio.

Self-portrait

Elisabeth Vigee Le Brun – Autoritratto –  Firenze-Galleria degli uffizi

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