Aveva sempre amato i capelli. Quelli altrui. Aveva sempre amato toccarli, arruffarli, accarezzarli a lungo, lentamente, dolcemente. Non accadeva spesso perché sapeva che gesti del genere non sempre sono desiderati e apprezzati e necessitano di intesa, di intimità, di confidenza e non succedeva di poterlo o volerlo fare sempre. Occorrevano momenti e situazioni particolari. In un lontano passato era capitato coi capelli della madre, della nonna, a volte della sorella e di qualche bimbetto e poi alcune volte nella sua vita sentimentale.

Non prestava eccessive cure ai suoi capelli e raramente li usava come arma di seduzione o di comunicazione né aveva l’abitudine di toccarli di sovente. Era esigente nella pulizia su sé e sugli altri e capelli radi ed untuosi potevano spegnere alcuni entusiasmi.

Non era eccessivamente sensibile a particolari tagli né al colore o alla lunghezza. La lucentezza, la corposità e la morbidezza erano comunque punti di forza per il suo gesto e poteva trascorrere intere mezz’ore ad arrotolare e giocare con piccole ciocche tra i polpastrelli, in silenzio o chiacchierando e ridendo. Gesti che desideravano comunicare tenerezza, contatto,  protezione, ma che servivano anche ad allentare sue tensioni o a prolungare piaceri appena provati.

Amava farlo durante e dopo il sesso, con intensità prima e con calma e delicatezza dopo. Il bacio più profondo e passionale ricevuto era stato quello accompagnato dalle sue mani tra i capelli, sconvolgendoli. Era, però, capace di inquietarsi, imbarazzarsi e fermare quelle mani se riteneva che  situazioni e momenti non fossero quelli adatti.

Difficilmente permetteva che i suoi capelli venissero toccati: era un privilegio che concedeva a pochissime persone. Anche per questo non amava cambiare parrucchiere e si infastidiva quando le shampiste usavano quei guanti in vinile capaci di far stridere e aggrovigliare i suoi capelli. Non diceva nulla, non protestava, desiderava solo che smettessero in fretta. E non provava particolare entusiasmo nel frequentare le sale da parrucchiere.

Così quel pomeriggio si sorprese della sua risposta ad una nuova shampista:

-Posso farle un massaggio alla testa e ai capelli prima dello  shampoo?

-Sì.

Chiuse gli occhi e si abbandonò a quelle mani sconosciute. Ancora oggi non saprebbe dire quanto era durato quel momento e che cosa provò. Sa solo che era stato desiderato da tempo.

dh6Painting by Duy Huynh

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