Credo che  in nessuna parte del  mondo si può trovare  un sentimento così  forte, chiaro e duraturo verso un artista come quello che i polacchi provano nei confronti di Fryderyk  Franciszek Chopin. Non noi  italiani con Verdi, non gli austriaci con Mozart, non i tedeschi verso Beethoven. Forse perché quando in quella nazione viveva  Chopin, non c’era ancora la Polonia, quella libera e dignitosa, quella che gli stessi polacchi chiamano “Nazione della Gente Libera” e la Sua musica ne evocava l’assenza e il desiderio.

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Nato a Zelazowa Wola, presso Varsavia, il 1° marzo 1810, nel 1830 Chopin, già famoso,  prese la sofferta decisione di partire per l’Europa per una serie di concerti. A Varsavia c’era molta tensione e non si respirava il clima giusto per un artista. I polacchi insorsero contro la repressione di re Costantino, fratello dello zar di Russia e Chopin era diviso tra l’amore per il suo popolo e il desiderio di fuggire. Alla fine gli amici lo convinsero: lasciò Varsavia il 2 novembre 1830, portandosi dietro una grande tristezza e una manciata di terra polacca. Non rientrò mai più in patria. Raggiunta Parigi, vi morì all’età di 39 anni. Fu la sua una breve, ma intensa vita, ricca di successi e delusioni, di amori felici e di rifiuti e segnata da seri problemi di salute. In Polonia, seguito da due maestri, scoprì le note, i tasti bianchi e neri, gli accordi, le scale. Scoprì la Musica che regalò al mondo.

Varsavia---Piazza-del-Caste

Varsavia – Piazza del castello (foto web)

Poco prima di morire Frederic Chopin espresse alcuni desideri e tra questi di versare sulla sua tomba di Parigi la terra della Polonia che aveva portato con sé diciannove anni prima e conservata in una coppa, di suonare al suo funerale il Requiem di Mozart e di riportare il suo cuore nell’amata Polonia. Fu la sorella a riportare il cuore di Chopin a Varsavia; fermata dalla polizia per una perquisizione, alla domanda di cosa contenesse quel  vaso che portava dentro la valigia, rispose che c’era il cuore del suo amato. Le guardie la considerarono folle e la lasciarono passare. Ora il cuore di Chopin si trova incastonato in una colonna della  chiesa di Santa Croce, meta di continue visite e preghiere del popolo polacco. I più romantici dicono che continui a battere.

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Interno della chiesa di Santa Croce (foto web)

La città di Varsavia è tutta storia, tremenda e lunga  storia di oppressioni, persecuzioni, distruzioni e ricostruzioni, ma è anche  musica. Le note di Chopin le senti ovunque: appena scendi dall’aereo, nelle scuole, in molti ristoranti e negozi, nelle strade, nei parchi. Lungo la bella Via Reale della citta vecchia ci sono una dozzina di panchine multimediali di lucido granito che indicano gli itinerari chopiniani e , pigiando un bottone, diffondono la musica del grande pianista. Tutti pigiano quei bottoni, anche i passanti frettolosi  e i bambini perché desiderano che quelle note vengano ascoltate e restino nel cuore.  Da queste e da altre postazioni è possibile scaricare gratuitamente la musica di Chopin in un comune iPod. E funziona alla perfezione!

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A Chopin hanno dedicato un aeroporto, un parco, un museo e cento altre cose. Il museo dicono  sia molto interessante, ma non ho potuto visitarlo per il poco tempo a disposizione. Avevamo un solo pomeriggio libero ed abbiamo messo a preferenza  la visita di due musei: quello di Chopin e il nuovo museo dedicato all’olocausto degli ebrei. La maggioranza del gruppo decise per il secondo, che val sicuramente una visita anche se non è ancora completo, e così ho lasciato una cosa importante da vedere a Varsavia. Si dice che bisogna sempre lasciare qualcosa da vedere per desiderare di tornare in un luogo e allora dovrò tornare a Varsavia per visitare il museo di Chopin.

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Zelanowa Wola – Casa natale di Fryderyk  Chopin

Ho visitato invece la casa natale di Zelazowa Wola dove Frederic visse fino a nove mesi: un bel sito, con un parco curatissimo e molto romantico. Naturalmente si passeggiava accompagnati dalla Sua musica e lì più che altrove comprendi davvero che Frederic Chopin è stato un vero Poeta del Pianoforte. 

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Il parco di Zelanowa Wola

Buon ascolto e felice domenica a tutti. 

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