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Questo è il cesto che mio marito ha portato ieri. Uguale a quello dell’altro ieri e a quello dell’altro ieri ancora. Quattro giorni fa furono due cassette della frutta. Stracolme di porcini, ovuli e cappellini.

E’ così dal 22 di agosto e io non ne posso più! Non oso quantificare in chili. Quel cesto pieno ne contiene 7-9  di chili. Tutti porcini dell’Etna e di qualità eccellente. Pochissimi sono stati quelli che ho dovuto eliminare per troppi vermetti o per muffe.

Le piogge e le condizioni atmosferiche favorevoli stanno creando una sovrabbondanza di crescita di funghi sul vulcano ed è scoppiato il delirio in tutta la zona etnea. I paesi al mattino si svuotano perché sono tutti per boschi e ovunque vedi auto di gente di fuori regione per la raccolta. Lui, mio marito, è un grande appassionato ed esperto di funghi. Ha frequentato vari corsi di micologia ed è in possesso di regolare tesserino nominativo regionale,  in qualità di fungaiolo amatoriale. Non potrebbe, quindi, raccogliere più di 4 kg al giorno di funghi. E invece…

-Ma non ci sono controlli? Superi di gran lunga il consentito!

-Controlli? Hai presente la via Etnea di sabato sera? Ecco, nei boschi in questo periodo c’è il doppio di folla in cerca funghi! E poi io sono proprietario di un terreno boschivo e posso sempre dire che li ho raccolti lì.

Non c’è speranza…anche perché ha un’abilità  incredibile: se nell’intero bosco ci sono 100 porcini, state certi che  lui ne trova 90!  Rinuncia al mare, rinuncia al cibo, al sonno e a tutto, persino al lavoro, facendo poi sfiancanti recuperi serali, torna dai boschi fisicamente distrutto, ma divertito e felice. E riparte all’aurora dell’indomani.

Ed io? Io sto scoppiando! Non posso più nemmeno sentirne l’odore! Mi piacciono i funghi, li apprezzo, ma il troppo stroppia davvero e ieri gli ho detto che vada pure dove vuole, ma che non porti  nemmeno il più piccolo  porcino a casa per almeno 6 mesi!

Li ho preparati in tutti i modi che so: trifolati, grigliati, al forno, con cipolla e pomodoro, a zuppa, a crema, col riso, con la pasta, con carne e pesce, con le verdure, con le crepès, con la sfoglia, a cotolette, a polpette tonde, a polpette ovali, rettangolari e quadrate! E il mio fegato tra non molto scoppierà!

Ne ho pulita e congelata una quantità mostruosa, (interi pomeriggi a lavorare!) riempendo il freezer e il congelatore verticale. Non amo conservarli secchi né sott’olio e nel  congelatore non c’è più  spazio utile nemmeno per un sacchettino di 300 grammi.

Li abbiamo regalati a piene mani ai parenti,  agli amici, ai colleghi, agli amici dei nipoti, agli amici degli amici, ai vicini di casa, persino al medico e al prete della  parrocchia. Non mi rimane che regalarli a voi, amici di  blog. Temo, però, che la spedizione, coi proverbiali tempi lunghi che abbiamo al sud, sarebbe  alquanto deleteria per questi delicati doni della montagna.

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