L’amico Bruno, operatore turistico e grande estimatore di storia e di natura, ogni tanto mi invia qualche resoconto dei suoi viaggi da sogno e mi accompagna per mano in luoghi che forse non visiterò mai. Chissà, mai disperare…e così questo momento del suo viaggio alle Hawaii, Bruno lo condivide con tutti noi, nella speranza che un giorno anche noi potremo dire la nostra su certi luoghi incantevoli  di questo  meraviglioso pianeta.

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Un ‘ora di volo da Catania a Roma; otto ore e mezza da Roma a New York; quasi cinque ore da New York a Los Angeles; altre quattro ore abbondanti da Los Angeles a Honolulu. E siamo alle Hawaii. Perdo il conto del tempo e non so quante ore siano trascorse dalla partenza o che ore siano in Italia . Ma un viaggio è anche questo: libertà anche da se stessi, dal ruolo che recitiamo quotidianamente nella società. Naturalmente il conto lo ha tenuto  il mio organismo che mi chiede di dormire al più presto e infatti ogni attività è rimandata al pomeriggio.

 Il tipico residence coloratissimo con passerelle in legno e un sottofondo di una  melodia hawaiana ci accoglie e rapidamente guadagno la mia camera e cado in un sonno profondo e senza sogni. Mi sveglio che è sera inoltrata e addio pomeriggio a Pearl Harbour…Mi accorgo che anche gli altri del gruppo dormono profondamente e li lascio riposare. Saremo tutti pimpanti domani mattina.

Kealia_beach

Mi sveglio prestissimo ed è ancora buio, ma scendo ugualmente sulla sabbia umida, ma piacevolmente tiepida. L’Oceano Pacifico è calmo e nero; nessuna musica intorno, nessun rumore. La città è lontana circa 10 km e le sue luci sono coperte dalla cresta delle verdissime montagne già ammirate durante l’atterraggio. Verso est il cielo comincia a scolorire e le prime forme arboree prendono corpo stagliandosi contro l’azzurro che si fa strada e quasi contemporaneamente, come se un direttore d’orchestra avesse dato l’avvio, milioni di uccelli cominciano il loro canto. Si, sono proprio alle Hawaii, le magiche isole in mezzo all’Oceano Pacifico! Ieri non avevo avuto il tempo nè la forza di rendermene conto, ma da stamattina in poi voglio assaporare, godere ogni minuto di questo soggiorno.

Hapuna_Beach_South

Margherita arriva silenziosamente (non per niente l’ho sempre chiamata “la gatta”) e mi abbraccia teneramente. Io e Margherita non stiamo insieme. Forse da anni ci stiamo rincorrendo e parallelamente respingendo come per mantenere quel limbo, quella zona neutrale che ci concede maggiore libertà e anche il dolce dolore delle cose volutamente perse. Non ci sono parole da dire in questo momento: la natura ha la completa sovranità e tutto il palcoscenico. Alle nostre spalle il verde della vegetazione è ormai brillante e il sole comincia la sua risalita.

A colazione siamo tutti eccitati e il gruppo mi fa continue domande sui programmi e sui dettagli, molti dei quali sconosciuti anche a me. Sono l’accompagnatore di questo viaggio, ma è anche per me la prima volta alle Hawaii e tra poco incontreremo la guida locale. L’escursione prevista è un volo con un monomotore sull’isola di Maui. All’aeroporto di Kalaeloa, a 25 km oltre Honolulu, conosciamo  Bubba, il pilota, tipico americano fuggito da qualche polverosa contea del Texas per vivere una vita a ritmi più lenti, incarnando il sogno di molti. Anche di molti di noi. Bubba  ci indica dove sederci per una corretta distribuzione del carico sul piccolo Cessna e tutti hanno  un bel finestrino per osservare e fotografare le meraviglie. Io prendo posto proprio accanto al pilota e la mia vista è privilegiata.

Molokai

 Voliamo  sul Pacifico per quasi due ore passando sopra l’isola di Molokai e facendo un mezzo giro sul vulcano Mauna Loa  e dopo l’ultimo tratto di mare arriviamo in vista della costa ovest di Maui, delle sue vallate verdi con cascate a picco, rocce e alberi, improvvisi burroni e fiumi; nuvole e sole. Il variegato paesaggio si accavalla nella nostra mente come un turbinio a seconda di come l’aereo si posiziona. Non c’è il tempo di scattare una foto perchè l’altro versante pare più bello e continua così per un’ ora. 

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D’improvviso il pilota comincia una discesa dirigendosi verso una strettissima vallata e la cosa curiosa è che nonostante ci avviciniamo a oltre 150 km all’ora, la vallata rimane sempre strettissima tanto che cominciamo a dubitare di riuscire a passare.  Da dietro Monica mi urla:-Ma è pazzo, non ci entriamo! Ma Bubba è sicuro di sè e continua la discesa fino a portarci non soltanto dentro la vallata, ma addirittura a pochi metri dal fiume che vi scorre dentro e, come se non bastasse, come se volesse darci una risposta, un altro aereo simile al nostro ci venne incontro nel senso opposto e ci passa accanto. Con una cabrata il pilota porta l’aereo nuovamente in cima alle montagne, fa un paio di giri passando vicinissimo ad un costone da dove si parte una cascata che sembra  immobile e completamente immersa in uno splendido scenario verde . Nel volo di ritorno ci scambiamo commenti ed emozioni  e poi continuiamo a contemplare quella meraviglia di panorama  nel più completo silenzio e io mi godo il sordo, monotono, ma rassicurante rumore dell’elica cullato dal blu dell’oceano e del cielo in una surreale ninna nanna. Soddisfatti  ed emozionati, a sera andiamo a dormire con quella meraviglia ancora negli occhi e nella mente.

Sunset at Kamaole Beach One, Kihei, Maui, HI

 Ma le meraviglie sanno fare anche miracoli e  Margherita, emozionata e felice, decide che il ricordo di questa giornata merita di essere legato ad un evento speciale. E così è. Il nuovo sole ci troverà  abbracciati.

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