Dell’importanza di una sana alimentazione ne parlai il primo giorno di scuola con i genitori degli alunni di questo nuovo ciclo ed insieme concordammo un inizio soft per poi incrementare il progetto nel secondo quadrimestre: frutta a merenda il martedì e, dal 2° quadrimestre, yogurt il giovedì. Le mamme accettarono con gioia e si resero disponibili a collaborare e così in classe arrivarono i primi contenitori con frutta a pezzetti, macedonia, arance, banane, mele, ecc… Una mamma mi disse che se fossi riuscita a far mangiare la frutta al figlio, mi avrebbe fatto una statua!

 Mi resi disponibile anche a sbucciare la frutta in classe e naturalmente iniziai da subito con giochi, storie, esempi, lezioni ad hoc per far comprendere ai bambini l’importanza del consumo regolare della frutta.

frutta1

Sono trascorsi quasi sei mesi di scuola e devo convenire che il progetto frutta è miseramente fallito. I simpatici e colorati contenitori per la frutta hanno tristemente lasciato il posto alle brioscine, ai toast, alle pizzette del bar, ai panini con la nutella.  Resistono circa sei bambini su 25, pochi, troppo pochi e, anche se ho notato con piacere che questi  6 prodi “eroi” fanno merenda anche in altri giorni della settimana a base di frutta, non posso  non ammettere il fallimento. Ho provato con i richiami, con i rimproveri, con i consigli :  niente. I bambini mi dicono che, poiché non mangiano la frutta, le mamme mettono nello zaino ciò che loro gradiscono pur di sfamarli. Punto.

Ne ho parlato con le mamme che candidamente hanno ammesso di essersi arrese. Presto, troppo presto!

Che fare? Insistere? Lasciar perdere? Non lo so.

La scorsa settimana una bimba ha portato per colazione un bicchierone di zucchero filato di colore azzurro! L’indomani ha portato un bicchierone di nutella e grissini e il giorno dopo un pacco enorme di patatine! Ho immediatamente convocato la mamma che pur comprendendo, mi ha quasi allargato le braccia e allora ho imposto alla bimba crakers o un semplice panino, altrimenti fame!

Oggi, giovedì  di carnevale, grande festa in maschera a scuola e le mamme si propongono per portare dolci, chiacchiere, patatine e coca cola. Dico un categorico no e comunico che la colazione la offrirò io.

-Cosa?- mi chiedono.

-Fidatevi- rispondo.

Chiedo  collaborazione a mio marito e a mia nipote e alla ricreazione arriva a scuola il pane caldo. Ci sediamo tutti attorno ad una lunga tavolata e comincio a tagliare il pane e a condirlo con olio, sale, pepe e origano su richiesta. I bambini mi guardano interessati, alcuni sorpresi.

-C’è un buon profumo, maestra!

– Oggi si mangia questo e si beve spremuta di arancia, proprio quella che mia nipote sta preparando per voi con lo spremiagrumi elettrico.

pane-e-olio

-E le patatine che ho portato io?- chiede F.

-Non servono, le riporti a casa.

-Ma è uno scherzo, maestra?

-Si, uno scherzo di carnevale che sa di buono!

Faccio la parte di quella sicura e decisa, ma in realtà non lo sono per nulla…vuoi vedere che li rimando a casa morti di fame?!

E invece è andata bene, più che bene: ci sono stati bis e tris e i 6 kg di pane sono stati tutti consumati! Idem il succo di arancia.

Alla fine l’unto di olio era dappertutto: capelli, vestiti, banchi, lavagna…All’uscita F. è andato incontro alla mamma dicendo: -Ho mangiato il pane con l’olio. Me lo prepari domani?

Oggi mi sento quasi un extraterrestre!

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