Conosciamo tutti la bella poesia attribuita un po’ a Martin Luther King, un po’ a Douglas Malloch e che recita:

“Se non puoi essere un pino sul monte,

sii una saggina nella valle,

ma sii la migliore piccola saggina

sulla sponda del ruscello.

….

Sii sempre il meglio

di ciò che sei”.

Quando la presento  ai miei alunni sono solita fare una riflessione:- Siate il meglio, ragazzi, impegnatevi, qualunque cosa farete nella vita, a farla bene, a farla al meglio e vedrete che le persone lo apprezzeranno e magari verranno a cercarvi da lontano per il vostro lavoro.

E una volta la piccola Giovanna mi chiese:- Anche se farò la sarta sul pizzo della montagna?

-Certo: se sarai una brava sarta, la migliore, la gente ti raggiungerà anche sul pizzo della montagna.

Ho ripensato alla poesia e a queste considerazioni  proprio pochi giorni fa quando sono andata a visitare uno dei presepi viventi più belli tra i tanti che nel periodo natalizio si preparano in Sicilia. Questo, però, era sul pizzo della montagna e per arrivarci abbiamo dovuto affrontare un lungo tratto di strada a dir poco da brivido.

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Colli San Rizzo – Capo Peloro – Messina

Il Presepe si organizza da molti anni in un grande casale del messinese, a Castanea delle Furie, un piccolo borgo  sui Peloritani, a  una quindicina di km da Messina. Mi avevano detto che era un presepe da vedere, particolare nel suo genere e che ne valeva la pena nonostante la pessima strada da affrontare. E così è stato. Eravamo in parecchi e quindi con un bus granturismo, di quelli lunghi lunghi e sinceramente non so dirvi come siamo arrivati sani e salvi lassù: una strada strettissima che si inerpicava tra i boschi con curve micidiali e con lunghi tratti senza nessuna protezione, né muretti a secco, né guard rail e ai lati il baratro. Il panorama via via che salivi si faceva sempre più splendido… se mai avessi avuto la forza di guardare dal finestrino… il Tirreno e lo Jonio in un sol colpo d’occhio con il lago di Ganzirri in mezzo, la costa Calabra e le isole Eolie tra il mare blu e le pennellate di cielo azzurrissimo e rosa, ma quegli strapiombi e quelle curve da affrontare con varie manovre…brrrrrr

Eppure tutta la Sicilia percorre quella strada per visitare il presepe di Castanea: matti da legare, pensavamo prima di averlo visto; da rivedere, abbiamo detto mentre tornavamo a casa.

Sii sempre il meglio

di ciò che sei.

Il Presepe, affollatissimo di visitatori in ogni giornata delle due settimane di rappresentazione, si snoda nel grande parco della pregevole villa Costarelli ed è un vero e proprio ‘villaggio bethlemmiano’ trapiantano nella storia e nella cultura agro-pastorale siciliana. La bellezza si coglie immediatamente nella cura dei dettagli con cui sono ricreati i diversi ambienti, nella bravura degli oltre trecento figuranti che lo animano, nei costumi e nelle attente rappresentazioni degli antichi mestieri.

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La rappresentazione unisce Antico e Nuovo Testamento  e coniuga perfettamente e in maniera verosimile la narrazione che è tramandata dai due Vangeli di Matteo e Luca. La particolarità del presepe di Castanea è proprio il percorso che il visitatore fa tra una maestosa vegetazione e cascate d’acqua: si inizia con il lavoro umile, duro,  ma sereno  dei pastori e via via si va alla caduta, alla disobbedienza, al male che l’uomo dovrà affrontare per arrivare al bene. Ed ecco che irrompe il frastuono, il disordine e il lascivo, perfido e lussurioso monarca Erode che se la gode fra i sinuosi  balli e i  gesti delle odalische, appagando le brame della carne e l’ebbrezza scaturita dal pastoso vino. (Bravissimo l’attore che impersona Erode, conturbante al punto giusto anche se non sarei voluta essere al posto delle tante mamme con figli al seguito a dover dare spiegazioni…). Dall’alto della torre il diavolo è in festa. Poi la legione romana, il gran bazaar confusionario e ridente e il purgatorio con le mille attrazioni, cartomanti comprese.

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Affrontato e superato il Male, si arriva pian piano al Bene, attraversando altre viuzze dove l’uomo riprende possesso della sua semplicità, del lavoro e del contatto e rispetto della natura, degli animali e dei suoi simili e improvvisa, e contornata da una luce accecante, appare la grande e tenera grotta della Natività.

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Questo è il percorso proposto dal presepe  di Castanea e per molti aspetti filologicamente corretto. Fra i tanti visti, è uno dei più belli  e se mai vi troverete in Sicilia in un prossimo Natale vi consiglio di visitarlo, nonostante i problemi di viabilità perché ciò che allora dissi alla piccola Giovanna resta valido ancora oggi:

sii il meglio e ti raggiungerò anche in cima alla montagna.

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