Se è vero che il blog a volte diventa uno spazio di diario, allora mi piace raccontare dell’emozione di stamattina. Un’emozione inaspettata perché io in chiesa non volevo andare; troppe corse in questi giorni, troppi affanni a scuola e in famiglia e quell’invito di mia sorella di andare alla Messa dell’aurora alle 5.00 del mattino proprio non mi andava. Avevo la casa da riordinare, l’albero da addobbare e un pranzo da preparare per nove persone. Avevo anche un buon arretrato di sonno per via delle attività natalizie che sto preparando anche a casa per gli alunni ed ho un piede infiammato che fa un male cane e poi pioveva e fa parecchio freddo. Ma mia sorella insisteva ed insisteva per avere compagnia  e alla fine ho detto sì. Per lei.

La paura di non svegliarmi non mi ha fatta dormire e alle 5.10 sono uscita da casa con una faccia da zombie e imbacuccata come Babbo Natale. La grande chiesa era stracolma e siamo rimaste in piedi in un angolino della navata centrale e per fortuna ho trovato un pezzetto di colonna libera per poggiarmi ed evitare di dare troppo peso al piede. Un giovane prete che non conosco ha fatto una buona omelia e lentamente la messa solenne dell’Immacolata procedeva tra parti officiate in latino, il suono imponente dell’organo e i canti di un coro polifonico ben assemblato da un bravo maestro di coro e di organo.

Io c’ero e non c’ero anche perché le chiese grandi e gli affollamenti mi distraggono. Poi, dopo la Comunione, il coro ha iniziato a cantare senza accompagnamento dell’organo un inno che non ascoltavo e non cantavo da secoli ma del quale, stranamente, ricordavo ogni parola, “Dell’aurora Tu sorgi più bella” e il maestro del coro dopo la prima strofa si è spostato al centro della navata ed ha invitato tutti  a cantare. Le luci della chiesa si sono attenuate , sono rimaste accese alcune candele ed  illuminata solo la bellissima statua bianca e oro dell’Immacolata.

Ed io stavolta c’ero ed ero lì, con centinaia e centinaia di altre persone che guardavano in una sola direzione e che cantavano insieme

Bella Tu sei qual  sole,

bianca più della luna

e le stelle le più belle

non son belle al par di Te.

Ed ho sentito una mano che si poggiava al mio braccio: era la mano di mia sorella, la mia unica e splendida sorella che anni fa ho rischiato di perdere . E l’emozione mi ha sopraffatta e stavolta non ho lottato perché non avvenisse  mentre  cantavo un inno di lode all’Immacolata insieme a centinaia di persone e soprattutto insieme a lei.

tiepolo

  G. Tiepolo – Immacolata Concezione – Museo del Prado, Madrid.

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