Circa un mese fa mi sono iscritta su Twitter. Perché? Boh, non lo so, forse perché è di moda, ne parlano tutti, persino ai tg e fa tendenza. Addirittura si è detto che in queste ultime elezioni siciliane ed americane twitter è stato determinante per la vittoria dell’uno e dell’altro candidato: più tweet o tween,  più voti. Mah…

Io non sarò di certo chic e di moda perché  dall’iscrizione ad oggi ci sono entrata solo 4 volte e per una ventina  di minuti in totale.

Twitter, detto anche microblogging, è definito un potente mezzo di conoscenza ed autopromozione; beh, sì, se fossi un commerciante o un ristoratore con soli 140 caratteri (gratuiti) potrei promuovere la mia merce, far sapere quando iniziano gli sconti o il menù della domenica.  Non sono una commerciante né devo autopromuovermi. Potrei pubblicizzare il mio blog creando un collegamento, ma non sono mai andata alla disperata  caccia di commenti, quindi se prima non capirò il vero funzionamento del “cinguettio”, non collegherò nulla.

Twitter è portato alle stelle soprattutto  per i  testi concisi e brevi, 140 caratteri al massimo: ok, saper comunicare efficacemente con poche parole è una grande abilità, vero, ed io questo dono non lo possiedo e me ne accorgo qui, nel blog, dove faccio spesso  fatica  a non superare nei post  le 500 parole. Pazienza, ognuno ha le sue doti e i suoi difetti…ma il bello è che la maggioranza dei tweet che si lanciano su questo social network di caratteri ne contengono si 140 e anche molto meno, ma poi ti sparano un link di un blog, di un server, di una pagina web di 900.000 caratteri e che tu devi leggere per seguire la discussione. Che senso ha? Boh…

Ultimo: leggevo che twitter è il social network perfetto per tenere aggiornate le persone sulla tua quotidianità e far sapere ad es quando stai per buttare la pasta o stai per andare a mangiare a quel ristorante o che ti stai dedicando a sistemare l’armadio o a spiegare agli alunni una poesia del Pascoli. Ma davvero al mondo può interessare tutto questo? Forse può interessare se sei un politico o una star di qualcosa, ma se fai parte della normalità… Insomma: che può fregare al mondo di  sapere che sto facendo in questo preciso  momento o che farò tra due ore? Dovrei, inoltre, avere una postazione di cinguettio sempre attiva 24 ore su 24…ma siamo matti? Non riesco più a trovare tempo per portare avanti il mio piccolo blog e seguire degnamente  gli amici di rete…figuriamoci i cip cip…

Comunque confesso che c’ho capito poco e niente.

Forse, molto forse…capirò cosa è  un hashtag, un follow-back o un trend quando, da futura e non – ahimè –  prossima pensionata, mi impegnerò a cinguettare melodiosamente. Per il momento il mio uccellino va in sereno letargo.

(Il mio giochino: meno 30…)

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