Cosa ne pensate?

Sappiamo tutti che le bomboniere solidali hanno preso piede negli ultimi anni e che fanno tanto trend,  oltre a un po’ di bene (almeno si spera).  E basterebbe già questo po’ di bene  per giustificarne la scelta. Però, pero…spesso qualcosa non mi torna, specie se….

L’ultima della serie mi è capitata ad inizio settembre: una cresima festeggiata come fosse un matrimonio (vabbè…ognuno fa ciò che vuole e che può…).

La bambina ha fatto due liste : in gioielleria (in lista solo  un ciondolo e un paio di orecchini, il tutto con brillanti grossi come  lampadine) e in un negozio di tecnologia (un pc Apple, un telefonino di ultimo grido e una videocamera Sony).  Tutti noi invitati siamo andati dove suggerito ed abbiamo lasciato quote in denaro. Poi la cerimonia in chiesa e il pranzo in un buon agriturismo. A fine pranzo la mamma della ragazzina ringrazia tutti e mostra  i regali: gli orecchini di brillanti, il telefonino  e il pc della Apple. Bene. Poi  tira fuori un’elegante  scatola di legno, prende dalla scatola un foglietto arrotolato con un fiocco e con su scritta una bella frase e dice che in un momento così significativo per la vita della figlia al posto della bomboniera a noi destinata hanno  rivolto un pensiero  ai bimbi che muoiono perchè non possono vaccinarsi, indicando la Onlus prescelta. Continua con un bel discorso  a sfondo umanitario e consegna ad ogni famiglia il foglietto-bomboniera.

 Applausi.

 In fondo meglio questo fogliettino che un pupazzetto da posare nel cassetto in attesa della pesca sicura parrocchiale o degli Scout.

 Gesto nobile? Forse…

 Mi chiedo: perché  non hanno pensato ai bimbi che muoiono nel mondo per mancanza di un vaccino mentre erano in gioielleria intenti a scegliere gli orecchini di brillanti o nel megastore tecnologico? Perché, se tanto hanno a cuore quei bambini , non hanno dato a noi invitati un bollettino postale intestato all’associazione umanitaria prescelta invece di spedirci in gioielleria?  Sarebbe stata una beneficenza coi soldi altrui, ok, ma almeno con  alla base una rinuncia ad altro.

E ancora: perché attendere l’occasione di una  qualsiasi  cerimonia o di un evento pubblico per un tale gesto?  Non si può prima, durante  e dopo e da se stessi? Non si è liberi, volendo e potendo, di acquistare dieci- cento-mille dosi di vaccino per i bambini poveri  o per qualsiasi altra giusta causa senza manifesti o megafoni?

Posso sbagliarmi e magari la sto sparando grossa, ma in tutto questo agire e dire ci vedo sopra un manto di velata, se non spessa, ipocrisia. 

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