L’ultima slide di un video che scorreva dietro la vetrata di un’agenzia turistica di Lecce diceva proprio così: Innamoratevi di noi-  E non è difficile innamorarsi di una terra  così particolare come il Salento. All’innamoramento, però,  si deve essere predisposti e se riesci ad  allontanarti dall’idea di vacanza fatta di aerei, metropolitane, musei, guide turistiche, luccichii e centri commerciali e ti lasci trasportare da un luogo che è soprattutto natura, ecco che  è il territorio stesso che improvvisamente riesce a  trasmetterti  stimoli e messaggi tra i più diversi, ad affascinarti con i miti e i segni dei popoli antichi, ad interessarti con le testimonianze e gli incroci delle culture del Mediterraneo,  con le opere grandiose dei maestri scalpellini, ad attirarti con i colori, i profumi e i paesaggi del sole, del mare, della terra.

Costa S.Maria di Leuca

Un breve viaggio in auto con la famiglia, con varie tappe e vari intenti e con la voglia di scoprire una parte di Italia dimenticata dai più. Persino l’autostrada Villa San Giovanni-Sibari la scopri migliore di come la ricordavi, con tratti ben rifatti ed altri in via di miglioramento in attesa di un Ponte che forse- e purtroppo -mai ci sarà. Le strade della subregione salentina,  poi, sono ampie, scorrevoli, ben organizzate e c’ è pulizia  ed ospitalità ovunque.

Particolare chiesa di S Giovanni – Lecce

Lecce è una bomboniera confezionata col merletto più fine; respiro aria di Sicilia mentre passeggio tra vicoli e viuzze, mentre guardo le “ case a corte”, costruzioni abitative che si affacciano su vicoletti ciechi che costituivano uno spazio di vita comune, una sorta di popolare salotto dove, nei tempi andati, molte famiglie vivevano gran parte della giornata chiacchierando, ricamando e aiutandosi nelle faccende domestiche. Altro che anonimi e solitari appartamenti di condominio…

La città è un’esplosione di gente e dal tardo pomeriggio in poi si fatica anche a passeggiare nelle strade, per non parlare dei ristoranti dove trovare un tavolo libero è un’impesa….La crisi? Dove sta? Si parla esclusivamente italiano qui: qualche accento  lombardo e romagnolo e poi  tutto il giovane sud d’Italia, isole comprese, pare essersi riversato qui, forse per la concomitanza con il festival della taranta. Di stranieri manco l’ombra: troppi km da fare fin quaggiù, meglio un bagno nel lago e un tuffo nelle città metropolitane del nord. Mi piace questa gente semplice ed elegante che mi circonda, la sento vicina e fa parte di me: in questo particolare momento non ho voglia di estero e preferisco spendere i miei soldi di turista a casa.  

Particolare chiesa di Santa Croce – Lecce (foto web)

Il barocco leccese, che  mi ricorda quello di Noto o di Ragusa,  lascia senza fiato. Nato  per sopperire alla mancanza di marmi e pietre dure che invece abbondavano nella vicina Napoli, si presenta  esuberante e prepotente : le complesse decorazioni delle facciate di chiese e palazzi sono uno scenografico apparato di superficie, fatto di cornici e trabeazioni, cariatidi e telamoni, trofei di fiori e frutta, puttini e maschere. La fantasia fu resa possibile dall’impiego della tenera pietra leccese, una pietra tufacea facile da lavorare e intagliare. Col passare del tempo, questa pietra si indurisce ed assume quel particolare colore ambrato che varia secondo le ore della giornata e delle stagioni e del quale Lecce fa bella mostra di sé . Descrivere tutti gli edifici e i monumenti che compongono la Lecce barocca è impossibile, ma si può tranquillamente affermare che la Basilica di Santa Croce, con l’annesso ex convento dei Celestini e Piazza Duomo, sono tra gli edifici  più belli e spettacolari d’Italia.

 Tutto il percorso che va da Lecce a Leuca, punta del tacco d’Italia, è un fitto susseguirsi di distese di sassi calcarei mischiati al rosso cupo della terra dei campi e di bianche case intervallate da vecchi palazzi in pietra bianca che svettano prepotenti fra gli edifici moderni, come segno indelebile della storia di questa penisola.  Nella parte interna del territorio ti accolgono immensi campi di ulivi secolari, intervallati da rigogliosi vigneti mentre lungo tutto il litorale si possono ammirare l’alternarsi continuo di arenili  morbidi e bassi e di  coste e calette  rocciose sul mare limpidissimo e di mille sfumature di blu e di verde: ancora segni della mia Sicilia.

Il castello di Gallipoli

Otranto e Gallipoli meriterebbero un post a parte, tanto sono deliziose ed imponenti al contempo. Diretti a S. Maria di Leuca decidiamo di spegnere il navigatore che vuole indirizzarci verso la comoda strada interna e prendiamo la litoranea e davanti ai nostri occhi appare via via un paesaggio da cartolina.

Muri a secco e torre di avvistamento 

Imponenti castelli  e alte torri costiere sono distribuiti con una certa regolarità  a dimostrazione del forte concetto di difesa contro i pirati  e la flotta turca di un tempo . I piccoli paesi e i borghi marini si  caratterizzano per l’aspetto tipicamente mediterraneo: costruzioni  dal bianco intenso, totale e senza tetti che quasi si mimetizzano tra i sassi tufacei della zona. Piccoli bar con due tavolini e quattro sedie, ma forniti di tutto, dalle bibite  classiche a quelle più esotiche e negozietti  di vario genere ti accolgono con un sorriso. A tratti vedi sui costoni file di auto posteggiate e così comprendi che giù, oltre il parapetto a strapiombo della strada c’è qualcosa di particolare: sono strette, ripide e tortuose vie per il mare, quello per amatori ed intenditori, il mare che si insinua tra rocce, scogli e grotte, creando mille sfumature di verde e di azzurro che mischiate all’arancio caldo del sole che tramonta, regala fotogrammi di natura difficili da dimenticare.

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