Sapete cos’e’ una pioggia d’estate?

All’inizio la bellezza pura che irrompre nel cielo, quel timore rispettoso che si impadronisce del cuore, sentirsi cosi’ irrisori al centro stesso del sublime, cosi’ fragili e cosi’ ricolmi della maesta’ delle cose, sbalorditi, ghermiti, rapiti dalla magnificenza del mondo.

 Dopo, percorrere un corridoio e d’improvviso penetrare in una stanza piena di luce. Un’altra dimensione, certezze appena nate. Il corpo non e’ piu’ un involucro, la mente abita le nuvole, sua e’ la potenza dell’acqua, si annunciano giorni felici, in una nuova nascita.

 Poi, come lacrime, che sono talvolta tonde, abbondanti e compassionevoli, si lasciano dietro una lunga spiaggia lavata dalla discordia, cosi’ la pioggia estiva, spazzando via la polvere mobile, e’ per l’anima negli esseri un respiro infinito.

 Quindi certe piogge d’estate si radicano in noi come un nuovo cuore che batte all’unisono con l’altro”.

 ( L’eleganza del Riccio di Muriel Barbery)

 Annunciata,  stanotte la pioggia è arrivata anche qui. Avevano detto: “Dalla mezzanotte temporali in tutta Italia, compreso il centro- sud e le isole”. Ed è arrivata alle 5.00 del mattino. Quasi quasi mi sono sentita italiana…quasi…perché tante e troppe cose, tante e troppe parole, tanto e troppo disprezzo mi stanno tristemente distaccando…

Svegliata dai tuoni e dal lampeggiare che filtrava attraverso le veneziane aperte, sono rimasta a letto fino a che non ho sentito il ticchettio della pioggia. Poi mi sono alzata e così come fanno i bambini, sono rimasta ad osservare quelle gocce, ora lente, ora decise, lucidare i tetti, le strade, i balconi. L’aria si è gonfiata di fresco e quel tamburellare vitreo è divenuto una musica senza spartito. Poi l’odore pungente di terra bagnata mi ha investita ed inebriata e si confondeva con l’odore del pane fresco di qualche forno delle vicinanze. O forse no. Forse era solo l’odore di terra bagnata che mi ha riportata all’odore pungente del pane appena sfornato, quel profumo che sa di nuovo, di buono, di inizio, di ri-partenza di un nuovo giorno, di promessa.

E mentre il cielo si colorava di mille sfumature di grigio, ho sorseggiato il caffè giocando coi rivoli d’acqua che, timidi, scendevano lungo i vetri.

Ora, mentre scrivo, ha smesso di piovere e il cielo presenta  spazi di azzurro; il regalo di stanotte non basterà di certo a soddisfare l’arsura delle campagne e dei boschi, ma il profumo di terra bagnata è rimasto e serve a dare una nuova carica, una nuova freschezza, anche se repentina, disordinata e sfuggevole.

“… e d’improvviso penetrare in una stanza piena di luce. Un’altra dimensione, certezze appena nate. Il corpo non e’ piu’ un involucro, la mente abita le nuvole, sua e’ la potenza dell’acqua, si annunciano giorni felici, in una nuova nascita”.

Sarà così per questa mia meravigliosa, martoriata ed offesa terra sicula? Me lo auguro. Tanto dipenderà da ognuno di noi.

 I Faraglioni di Acitrezza – Ct