Sto dedicando queste settimane di vacanza, quando non sono al mare, al riordino della casa. Un riordino lento per via del gran caldo, ma anche ragionato, rivisto, approfondito. Sono a buon punto e abbastanza soddisfatta, ma c’è qualcosa che non va : tre scatoloni che non riesco a toccare e che sono fermi nel garage. Stanno lì da due settimane e non mi va di aprirli né di sistemarli.

Sono cose di scuola; colori, pennelli, colla, matite, quaderni, libri,squadre, fogli, gessetti, forbici, compassi, cartoncino, …cose che anche quest’anno abbiamo dovuto togliere dagli armadi delle classi, portare a casa per poi riportare a settembre a scuola. Ma quest’anno è stato diverso. Diverso, triste e doloroso perché da 20 anni questi scatoloni li portavamo a casa della collega di modulo che ha una grande cantina e a settembre li sistemavamo nelle nuove aule. Quest’anno no; abbiamo dovuto dividere tutto il materiale in tre parti perché non saremo più insieme, perché a settembre cominceremo un nuovo ciclo come insegnanti uniche. Così vuole la riforma scolastica legata al risparmio economico e a nessunissima ragione didattica o pedagogica e così dovremo fare.

20 anni insieme con una collega e 15 con l’altra: una vita di lavoro condivisa momento per momento nelle scelte educative, nelle gioie, nelle emozioni, nelle preoccupazioni, nelle soddisfazioni, nelle incertezze,  nelle stanchezze, nelle innovazioni, nella sperimentazione, nella valutazione. Una vita insieme con gli alunni che via via si sono succeduti e con le loro famiglie. Una vita condivisa anche fuori dal lavoro con le nostre famiglie e quest’ultima nessun decreto Gelmini o Profumo o chicchessia potrà togliercela.

Non mi piace, assolutamente no; non mi spaventa ricominciare coi piccoli alunni , né dover insegnare materie che da tempo non insegno come ad esempio la matematica. Mi conosco e so che cercherò di fare del mio meglio. Mi preoccupa non poter più condividere: a chi dirò dei miei dubbi? A chi delle mie sensazioni? A chi mi rivolgerò per un aiuto, per un consiglio, per un incoraggiamento? E chi frenerà certi miei progetti di fare e fare riportandomi sulla miglior via? Chi mi offrirà il cioccolatino delle 11.00? Chi mi farà sorridere al mattino raccontandomi delle marachelle dei figlioli?

Mi sono arricchita con queste due splendide colleghe, arricchita come persona e come insegnante. Una calma e ponderata, l’altra innovativa e creativa, ci siamo aiutate, sostenute, collaborate in tutto. Abbiamo condiviso, interagito e comunicato ogni cosa, con sincerità, con lealtà, con professionalità, apprendendo ed arricchendoci a vicenda  l’una dall’altra, nel massimo rispetto delle diverse peculiarità di ciascuna, spendendoci senza riserve per i nostri alunni e per il nostro rapporto di colleghe ed amiche.

Il mio team pedagogico (così si chiama-va il modulo di tre docenti su due classi) è stato apprezzato dai genitori, dai dirigenti e da tanti colleghi, invidiato da alcuni, cercato e preso ad esempio da molti, professori delle medie compresi. Di cose belle ed importanti con gli alunni e per gli alunni ne abbiamo fatte tantissime in questi 20 anni insieme : produzione di libri e di cd, concorsi, gite, mostre, spettacoli, progetti europei, sperimentazione  e soprattutto validi risultati scolastici per tutti i bambini che ci sono stati affidati. Tutti, sì, perché il nostro intento è sempre stato quello di far sì che nessun alunno restasse indietro nell’apprendimento e se il programma ministeriale non si completava (mai completato per ciò che mi riguarda) poco avrebbe importato: sarebbe poi stato compito dei prof delle medie continuare dove avevamo dovuto interrompere, ma grosse lacune di apprendimento mai, per nessun alunno. A scuola ad esempio, nelle ore di compresenza non si correggevano i compiti e non si compilavano i documenti (quello è sempre stato lavoro da portare a casa) ma a turno ci sedevamo accanto ai bimbi più deboli e cercavamo di colmare lacune e risolvere incertezze in qualsiasi materia di studio. Come potrò ora organizzare il recupero dei bambini più fragili nello studio?

 

Sola, mi sento già sola e mi viene da piangere. Non ho al momento nessuna voglia di ricominciare, di conoscere i nuovi alunni che saranno sicuramente dolcissimi, nessuna voglia di comprare libri o di documentarmi. Nessuna voglia di aprire quegli scatoloni in garage.

Ieri mia sorella mi ha chiesto cosa ci fosse dentro quelle scatole. Ho risposto che dentro ci stanno cose di scuola, cose di lavoro, cose di vita, di una bellissima ed arricchente vita che si conclude. Ne inizierà un’altra, lo so, e magari sarà anche bella, ma non sarà mai più la stessa.

 Perché Insieme è meglio. SEMPRE.

 

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