Pensavo che in questo mio piccolo spazio quasi mai ho scritto di cucina e di ricette, forse perché un po’ intimorita dalle tante amiche di rete superbrave tra i fornelli; non so, eppure me la cavo abbastanza bene, soprattutto  nel riuscire a cucinare con gusto e sapore , ma in maniera  veloce  (per via del lavoro) e light (per via del medico ). La mia cucina è prevalentemente a base di verdure e di pesce e non manca qualche prelibatezza coi funghi dell’Etna e qualche primo piatto parecchio elaborato.

E così, con molta semplicità, oggi suggerisco  un primo piatto che si adatta benissimo a questa calda stagione, dove voglia e forza per stare davanti ai fornelli ce n’è davvero poca. Ricetta quindi superfacile, superveloce, poco calorica e anche economica. Protagonista principale è il limone, agrume dalle mille virtù a cui, da buona siciliana, non rinuncio.

Ecco  un primo piatto poco elaborato, ma saporito e profumato.Le dosi non servono e l’unica accortezza sta nella quantità del succo di limone altrimenti si rischia l’asprigno: qui l’esperienza fa da padrone.

Pasta al tonno e limone.

E’ una versione diversa da quella classica con acciughe e capperi, più delicata, più fresca, veloce e profumatissima.

Ingredienti:

pasta corta: farfalle, ad esempio, che sanno anche di estate

burro

tonno sott’olio

limoni

prezzemolo, sale, pepe verde o rosa da macinare.

Fai cuocere la pasta e nel frattempo in una ciotola lavora con una spatola  una buona quantità di  burro, precedentemente ammorbidito, e il tonno sott’olio. Aggiungi il succo di uno o due  limoni, secondo la quantità degli ingredienti , prezzemolo , pepe macinato al momento. Dovrai ottenere una crema e con questa condisci la pasta. Decora con qualche chicco di pepe e un po’ di buccia di limone grattugiata e servi subito.  Accompagna il piatto con un buon prosecco ghiacciato.

 

E se hai  voglia di leggere una bella poesia…

I LIMONI

Ascoltami, i poeti laureati

si muovono soltanto fra le piante

dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.

lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi

fossi dove in pozzanghere

mezzo seccate agguantano i ragazzi

qualche sparuta anguilla:

le viuzze che seguono i ciglioni,

discendono tra i ciuffi delle canne

e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

 

Meglio se le gazzarre degli uccelli

si spengono inghiottite dall’azzurro:

più chiaro si ascolta il sussurro

dei rami amici nell’aria che quasi non si muove,

e i sensi di quest’odore

che non sa staccarsi da terra

e piove in petto una dolcezza inquieta.

Qui delle divertite passioni

per miracolo tace la guerra,

qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza

ed è l’odore dei limoni.

 

Vedi, in questi silenzi in cui le cose

s’abbandonano e sembrano vicine

a tradire il loro ultimo segreto,

talora ci si aspetta

di scoprire uno sbaglio di Natura,

il punto morto del mondo, l’anello che non tiene,

il filo da disbrogliare che finalmente ci metta

nel mezzo di una verità.

Lo sguardo fruga d’intorno,

la mente indaga accorda disunisce

nel profumo che dilaga

quando il giorno piú languisce.

Sono i silenzi in cui si vede

in ogni ombra umana che si allontana

qualche disturbata Divinità.

 

Ma l’illusione manca e ci riporta il tempo

nelle città rumorose dove l’azzurro si mostra

soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.

La pioggia stanca la terra, di poi; s’affolta

il tedio dell’inverno sulle case,

la luce si fa avara – amara l’anima.

Quando un giorno da un malchiuso portone

tra gli alberi di una corte

ci si mostrano i gialli dei limoni;

e il gelo dei cuore si sfa,

e in petto ci scrosciano

le loro canzoni

le trombe d’oro della solarità.

EUGENIO MONTALE

Renato Guttuso – Pergolato di limoni

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