Quei vasetti coi bulbi di giacinto li avevamo comprati insieme, io e mia sorella. La fioraia ci raccomandò di innaffiarli due volte a settimana e di assicurare tanta luce. Così posai il vasetto sul tavolo di un terrazzo coperto, in attesa della loro fioritura. C’erano poche e tozze foglie verdi per ogni bulbo e un accenno di pannocchia perfettamente chiusa.

Ogni tanto li guardavo e li innaffiavo, ma non si apriva nessun fiore. Distrattamente notavo una lentissima crescita e nulla più. Poi un giorno a casa di mia sorella vidi il suo vaso: tre giacinti splendidamente colorati e profumati abbellivano un angolo di casa sua.

-Ma sono i giacinti che abbiamo comprato insieme?  Sono bellissimi! I miei sono fermi, mi sa che sono malati.

– No, non sono malati, semplicemente non li hai curati.

-Sì che li ho curati; ho dato acqua e hanno tanta luce nel terrazzo.

-Non hai dato calore. Non basta dare acqua ogni tanto, ci vuole calore. Prova a sistemarli dentro e ricordati ogni mattina di aprire le imposte per dare luce. Poi vedrai.

E così li sistemai su un piccolo tavolo vicino ad un balcone e al caldo di casa. Tre giorni dopo il fusto, le foglie e lo scapo floreale raddoppiarono d’altezza e capii di non essere arrivata tardi. Iniziai a controllarli con cura, ad innaffiarli con regolarità e a non dimenticare al mattino  di aprire le serrande per la luce. Pochi giorni ancora e, timidamente, iniziarono ad aprirsi i primi fiori. Poi altri ed altri ancora e la stanza si inondò del loro delicato e persistente profumo. Crescevano che era una meraviglia, regalando colore e profumo.

Il piccolo vaso di giacinti  è ancora  un trionfo di bellezza e stamane ho sistemato dei legnetti perché le grosse pannocchie  possano reggersi meglio sotto il peso dei fiori.

 Aver dato luce ed acqua, lasciandoli però al freddo e al gelo delle notti invernali, aveva permesso ai fiori di sopravvivere, ma non di vivere e di donare pienamente la loro bellezza: mancava il calore. La cura e il calore.

In questo momento  sto osservando i miei giacinti e sto pensando a quanto la natura insegni sempre…a quanto noi esseri umani siamo identici a questi fiori, a quanto siamo bisognosi dell’ attenzione, delle cure e del calore altrui per dare il meglio di noi stessi, per vivere senza sopravvivere:

non basta che un uomo offra  alla sua donna  un tetto confortevole, una sicurezza economica, viaggi e gioielli: occorre soprattutto calore

non basta che una donna garantisca al suo uomo una casa linda, cibi appetitosi, camicie ben stirate: ci vuole innanzitutto calore

e non basta che dei genitori assicurino ai figli un buon mantenimento agli studi, un guardaroba decente e un po’ di tecnologia adeguata: necessita principalmente calore.

Solo così ognuno potrà esprimere il meglio di sé all’altro e goderne pienamente e reciprocamente . Solo così sarà vita. Vita colorata e profumata.   

Vera e Paolo hanno scritto a quattro mani questi versi che molto volentieri aggiungo ai miei semplici (e scontati, ma mai troppo…) pensieri.

Giacinti di grano 

Non portarmi solo pane

 se la fame che ho non conosce pace

 sazieresti solo la mia pancia

 mentre  ho bisogno di sole.

 Non portarmi solo acqua

 ho bisogno di terra.

 Disseteresti solo la mia gola

 che zittisce i pensieri.

 Non portarmi solo parole

 ho bisogno del silenzio

 riempiresti solo la stanza

 e di inutili incertezze.

 Preoccupati della mia anima

 che non puoi vedere

 chiedi a lei

 di cosa ha bisogno.

Semplice e Popof

 

Bellissimo ed importante questo intreccio di idee, di pensieri, di bisogni, di affetti, di amicizia. Grazie!

 

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