Da stamane sono a secco: nella mia zona non si trova un goccio di carburante e così sarà almeno per altri quattro-sei giorni: c’è da stare allegri….

La Sicilia è paralizzata da uno sciopero degli autotrasportatori, degli agricoltori, dei pescatori e di tanti e tanti commercianti e lavoratori delle industrie. Forse lo avete letto o sentito da qualche parte o forse no, perché solo oggi, al terzo giorno di sciopero, il web e i media degnano qualche notizia.

La protesta è firmata dai Forconi, una organizzazione nuova e che si proclama apolitica e che ha iniziato con forza e serietà a dire NO: no alla classe politica siciliana ed italiana attuale e del passato, no all’aumento del carburante e delle tariffe autostradali che stanno affossando l’Isola (e non solo). NO. E’ una protesta che parte dal popolo, dal popolo disperato e sull’orlo del precipizio, dal popolo sofferente e stanco di tutte le promesse evase, delle illusioni deluse, degli errori fatti, delle beffe ricevute. Un popolo che prende consapevolezza degli sbagli e degli errori fatti e che vuole assurgere a dignità nuova.

Il tentativo di alcuni potenti di affossare tale notizia  che, da quando Monti è al potere hanno smesso di protestare e scendere in piazza e, cosa più grave, di gettare discredito sul movimento dei Forconi, attribuendogli derive fasciste ed altre fesserie, nel tentativo d’isolarlo, sta fallendo perché la protesta è seria, è DELLA GENTE e sta andando oltre i Forconi, chiunque essi siano, e sta coinvolgendo tutta la popolazione siciliana. Penoso e vergognoso, ad esempio, l’affannoso tentativo dell’illustre POPOLO VIOLA, che da tre giorni butta veleno contro la protesta e il popolo siciliano (vedi loro blog wordpress).

Questi non sono gli esilaranti girotondi attorno ai monumenti, non sono i cortei coi palloncini e le bandiere politiche e col gran finale a festeggiare in birreria, non è il farneticare leghista coi  cravattini verde pisello, non sono gli indignati coi cartelloni sdraiati per terra ad oziare: questo è il popolo disperato che dice BASTA. E lo dice consapevole di creare disagio ed aggiungere disastro economico alla già disastrata economia siciliana. Perché 5 seri giorni di sciopero faranno pagare un prezzo altissimo ai siciliani. Ma noi siciliani siamo abituati a pagare e ai sacrifici seri e forti: la Storia (quella vera) insegna. E’ la Storia che si ripete? Non lo so, ma penso che, se così sarà, sarà seria e dura e  non permetterà il ripetersi di certi errori datati 150 anni fa…

A qualcuno interessa sapere a che punto siamo in Sicilia al terzo giorno di sciopero? Autostrade e porti semiparalizzati, negozi chiusi o che scarseggiano di tanto, carburante zero, ferrovie interrotte, interi paesi immobilizzati, traffico impazzito, farmacie in difficoltà. Naturalmente c’è qualche nervosismo, ma c’è soprattutto la comprensione dei siciliani per quanto sta accadendo. Oggi alla protesta si è unito il popolo calabrese. E non sorprende. E gli altri?

L’onda lunga dei disagi sfiorerà il “continente”. Beh, ci spiace…magari qualcuno che vive in altre regioni italiane avrà domani o dopodomani qualche problema col carburante. La Sicilia esporta nel resto d’Italia il 50 per cento del carburante raffinato…ma adesso  sta facendo sul serio. Ed era ora!

Forse persino il Prof Monti dovrà spendere 10 minuti del suo prezioso ed elitario tempo per pensare a ciò che sta accadendo in Sicilia. E perché.

Dopo 6 giorni di protesta, di disagi, di speranze e timori,  di letture web di ogni tipo, tipologia e pensiero, aggiungo un link e invito tutti a leggere ciò che Marco ha espresso. Grazie Mbj.

http://mbj1.wordpress.com/2012/01/19/sicilia-bedda/#comment-8277

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