In questi ultimi anni, per lavoro e per turismo, mi sono ritrovata spesso all’estero e pian piano si è affacciata in me la voglia d’Italia e così, approfittando di un lungo ponte, abbiamo scelto di rivivere una delle città italiane più belle e più importanti: Firenze.

 Mancavo da circa trenta anni e i ricordi erano sì belli, ma offuscati dal tempo e rivedere oggi Firenze, riviverla con emozione, riscoprirla con gli occhi più severi di adulta mi porta ad una sola aggettivazione: splendida! Sempre splendida e senza eguali.

Splendida  nelle sue chiese ora austere, ora impreziosite di marmi e volute e sorprendenti perchè lì trovi un Tiepolo, là un Masaccio, nell’altra un Lippi o una scultura del Giambologna o ancora un  affresco di Donatello, di Brunelleschi, di Michelangelo.

Splendida nelle sue piazze, grandi, piccole con imponenti sculture ed eleganti facciate di chiese e palazzi. Splendida nei suoi musei e nei capolavori che custodiscono, nei suoi ponti, nei parchi, nelle vie eleganti del centro, nelle strade alberate e nei vicoli stretti, ricchi di trattorie e negozietti di bell’artigianato. Splendida nella sua gente elegante, cordiale, disponibile e con quel parlato che ti pare di avere alle spalle sempre un simpatico Pieraccioni che ti accompagna per strada.

Ponte vecchio

Non è facile parlare di Firenze senza ripetere ciò che leggi ovunque e che può sapere di scontato: città d’arte, museo a cielo aperto, un libro illustrato, città opera d’arte, patrimonio dell’umanità, splendore di un tempo e di oggi… definizioni che calzano a pennello e che la  definiscono pienamente. Forse è più semplice accennare alle emozioni che questa città, che ogni italiano deve vantarsi di avere, sa regalarti.

Arrivare a Firenze al tramonto ed osservare il campanile di Giotto che si staglia nel cielo azzurro e rosa, restare incantati ad ammirare i marmi ricamati e la cupola di Santa Maria del Fiore o la delicatezza della geometria  di Santa Maria Novella; spostarti di qualche metro e notare l’eleganza di Palazzo Vecchio e, pochi passi ancora,  arrivare sul Ponte Vecchio e restare lì, in attesa che le luci della sera si riflettano sull’Arno, senza aver voglia di andar via; inebriarti  con l’eleganza dei signorili palazzi che ti circondano mentre passeggi tranquilla e che da una finestra aperta ed illuminata lasciano scoprire soffitti  preziosamente affrescati; stordirti  con il lusso inavvicinabile (per me) dei negozi di via Dei Calzaiuoli o via Tornabuoni; respirare a pieni polmoni l’aria pulita e tiepida del giardino di Boboli, tra statue, fontane e viali alberati, sgranocchiando due grissini perché non hai tempo per fermarti in un bar o meglio, ritieni sia una perdita di tempo durante il giorno stare seduta ad un tavolino o fermarti a fare shopping con tanto di importante che c’è da vedere  in giro.

Giardino di Boboli

E ancora: restare in rispettoso silenzio davanti alla tomba di Lorenzo il Magnifico e mentre ammiri i capolavori di Palazzo Pitti o degli Uffizi e sentirti piccola piccola davanti alle sculture di Michelangelo o alla Primavera di Botticelli. E resti lì, quasi senza fiato ad osservare la Venere, il tondo della Madonna del Magnificat o il Bacco e la Medusa del Caravaggio.

Botticelli -Madonna del Magnificat

C’è tanto a Firenze, tantissimo, forse troppo. C’è storia e cultura e c’è l’arte più bella, più pura, più sentita; scopri tutti i quadri che hai ammirato sui libri di scuola e piccoli e grandi capolavori che non conoscevi o che non avevi mai considerato bene. Tra gli altri, agli Uffizi resto colpita da un piccolo e delizioso  quadro del Masaccio, la Madonna del solletico e mi intenerisce osservare la Madonna in un momento di gioco col suo Bambino e quasi mi arrabbio quando il marito mi chiama verso altre stanze.

Masaccio – Madonna del solletico

L’ultimo giorno, poi,  tutto il mio gruppo rischia di perdere l’aereo perché  alla Galleria dell’Accademia restiamo inchiodati davanti all’armonioso ed imponente David di Michelangelo, simbolo di libertà dell’uomo  verso ogni oppressore.

David di Michelangelo

Bella Firenze, bellissima, non mi stanco di ripeterlo. Sono stata bene, uno stacco piacevolissimo  tra arte, cordialità e buon cibo. Ospitale in tutto, Firenze, spero, mi rivedrà presto e ancora incantata tra le sue magnificenze.

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