Ginella era una delle veterane della scuola, una colonna e un punto di riferimento per le giovani maestre e per i genitori che facevano a gara per averla come insegnante dei loro figli.

Preparata, attenta ed impegnata, pratica ed efficace,  allegra, spiritosa e a volte un po’ svampita, da quando il marito era diventato preside in un’altra scuola, Ginella cercava di assumere un’aria ancora più seria e professionale.

-Sono la moglie di un preside, caspiterina!

La cosa però  un po’ le scocciava specie se era costretta a “marinare” la scuola con qualche scusa. Non succedeva quasi mai perché era ligia e puntuale di suo, ma poteva capitare in un anno di prendere un giorno di “malattia” per andare, ad esempio,… ad un matrimonio. Ok, ok, non dovrebbe accadere, ma… Ma col fatto del marito direttore in una scuola vicina, che figura avrebbe fatto lei, moglie di un preside, se fosse stata scoperta da un altro preside con le dita nella marmellata?

-Mannaggia a questi mariti con velleità di carriera! – si ritrovava a volte a pensare.

Il rapporto con gli alunni era sempre sereno e costruttivo perché Ginella ha sempre mantenuto l’attenzione altissima, moglie di preside, di bidello, fattorino o cassiere alla Coop che potesse essere. Credeva nel suo lavoro, lo amava e si impegnava come tante altre maestre. E, come molte,  veniva  puntualmente sommersa dalle scartoffie, specie a fine anno scolastico.

Dei faldoni di documenti burocratici che ci sono da fare ogni anno, il più importante è sicuramente il documento di valutazione , cioè la pagella, che va alle famiglie con tanto di voti e di giudizi sull’apprendimento dell’alunno. Su questo documento nessuna insegnante si è mai permessa di svirgolare di un tantino anche se la sua compilazione è massacrante; già è difficilissimo tradurre in voto l’apprendimento di ogni singolo alunno per ogni singola materia e quel giudizio valutativo dove devi sperimentare giri immensi di parole per dire e non dire, per evitare di dire dicendo…insomma….è la vera montagna da scalare per ogni docente. Il suo preside… ah, quanto era antiquato!! Non ha mai accettato modelli standard di pagelle tirati da Internet e digitati on line con quattro crocette: mai!!

-Il documento di 4 pagine deve essere personalizzato, cucito su ogni alunno, scritto  a mano, in bella calligrafia e in doppia copia. Guai ad usare la carta copiativa perché può macchiare la scheda ed attenzione all’uso delle parole. Mai offese, mai giudizi pesanti! Le pagelle sono documenti che restano nella vita di ogni persona e spesso la determinano!

Erano gli avvertimenti che il suo preside ripeteva ad ogni collegio dei docenti.

Un incubo annuale, quindi, che veniva affrontato con pazienza ed attenzione da ogni insegnante, Ginella compresa. E la gioia di ogni maestra era enorme quando, in quel di giugno, si consegnava la scheda ai genitori debitamente compilata, firmata, bollata, protocollata, lisciata.

Ahhhhh…che sensazione di leggerezza che si prova!!

 E così Ginella si preparava a vivere quel sollievo. Aveva finito di scrivere, copiare, timbrare le sue 27 e doppie  schede e le aveva appena fatte firmare al preside.

Era un piovigginoso giovedì di fine giugno, l’indomani avrebbe consegnato le pagelle e finalmente  avrebbe potuto trascorrere il suo primo weekend al mare visto che si preannunciava col sole.

Con la preziosa carpetta di documenti in mano, tutta contenta e già leggera come una nuvola estiva, si avviò verso l’auto per tornare a casa.

Improvvisamente si sentì chiamare da alcuni suoi alunni che, anche se già in vacanza e incuranti della pioggerella, erano nel cortile della scuola ad inseguire un pallone.

-Maestra, maestra, Pietro si è fatto male!

Ginella poggiò carpette e libri sul tettuccio della sua 500 e corse verso i bambini. Il ginocchio di Pietro sanguinava abbondantemente e Ginella corse in aula a prendere disinfettante e cerottoni. Sistemò la ferita alla meno peggio, salutò i bambini e di fretta e un po’ bagnata salì in auto verso casa.

Il giardino della villetta in cui abitava, poco distante dal paese, le sembrò molto trascurato; da troppe settimane non lo degnava di cure, ma ora che era libera dalle scartoffie avrebbe potuto dedicarsi ai suoi gerani e alle aiuole di rose. Intanto bisognava preparare il pranzo; il marito stava per arrivare ed anche lui era distrutto dalle fatiche di fine anno scolastico, ancor più ora che era direttore di una scuola.

A tavola marito e moglie parlarono del viaggio estivo a Londra.

-Non vedo l’ora di partire, sono esausto!

-Ah, che mi dici…domani consegniamo le schede e poi, finalmente ci sarà un po’ di respiro – rispose Ginella.

-A proposito di schede…tornando a casa, nel curvone del paese, ho visto in un angolo della strada un sacco di carte e mi sono sembrate delle pagelle di scuola. Ho pensato che qualche svampita di maestra le avesse perse, magari le saranno scivolate da qualche posto. Stavo fermando l’auto per vedere se conoscevo la firma, ma la pioggerella mi ha trattenuto. E poi…se così è, quella maestra che tratta così malamente i documenti di scuola, merita il licenziamento di colpo!

Il marito non si accorse che metà del suo discorso lo aveva fatto da solo perché la moglie non era più seduta a tavola, ma si accorse del pallore di Ginella quando ritornò da chissà dove.

 L’indomani Ginella accolse genitori ed alunni con un sorriso che, però,  non mascherava le occhiaie per non aver dormito l’intera notte.

Fece un bel discorso sui bambini, sulla dedizione al lavoro, sull’importanza per lo studio, si complimentò per l’impegno e comunicò che tutti erano stati promossi. Aggiunse, poi, che  per la sua classe le pagelle non sarebbero state consegnate nella forma  cartacea perché la classe, unica nella Provincia,  aveva avuto il privilegio di essere stata scelta per un progetto sperimentale di valutazione  del Ministero della Pubblica Istruzione e le schede sarebbero state visibili online nel mese di settembre. Al rientro del nuovo anno scolastico avrebbe comunicato l’indirizzo web.

Arrivò l’estate e Ginella andò a Londra, andò al mare, curò il giardino, ma non avertì mai la sensazione del vero riposo. A volte nei pomeriggi spariva nel suo studio e il marito si complimentava in silenzio vedendo che la moglie era intenta a scrivere e a preparare il programma per il prossimo anno scolastico…

-Si ricomincia tra una settimana, eh! –  disse il marito con un misto di contentezza e rassegnazione.

– Io dovrò andare il 30 agosto. Non ho capito che vuole il mio direttore. Mi ha chiamata per un progetto sperimentale sulla valutazione online. Boh…vedremo…

– Ah, di progetti sperimentali ne escono due al giorno. Non impelagarti, sono noie a morire.

-Eh, immagino. Cercherò di starne alla larga…

Le pagelle erano già chiuse a chiave nel bagagliaio della sua 500, scritte in ottima calligrafia e “firmate” dal suo preside.

“Ma quanto mi piacciono gli uomini in carriera che, costretti a firmare quintali di carte,  si riducono a siglare con uno scarabocchio!”, si ritrovò a pensare.

Doveva solo recuperare un timbro e poter accedere all’archivio della scuola per posare qualcosina. Poi avrebbe dato ad ogni genitore la copia della pagella che, …a mo’ di gentilezza, aveva stampato dal suo pc visto che… il sito del Ministero era infestato dai virus e che del web non ci si può mai fidare!

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