(Foto web)

Poco tempo fa  sono stata impegnata con delle amiche nella ricerca  di antichi corredi per l’allestimento di una piccola mostra; non il classico corredo di lenzuola, tovaglie e centrini, ma quel particolare corredo di abbigliamento intimo e da notte delle donne di un tempo: il corredo segreto, quello che difficilmente si mostrava, quello che le mamme preparavano con dedizione particolare, quello che faceva sognare e sospirare le ragazze e che commuoveva gli occhi delle nonne.

Così abbiamo aperto un vecchio baule, una cassapanca dimenticata, un cassetto scricchiolante e siamo state  inondate da  leggere  ed inconfondibili fragranze di lavanda e di marsiglia che, miste all’odore acre del legno, riportano  indietro in un passato che magari non hai vissuto ma che hai potuto rivivere nelle parole di chi te  lo ha raccontato.

E’ stato piacevole toccare dolcemente la carta velina dei pacchetti e scartarli lentamente, con delicatezza quasi religiosa, e scoprire il lembo di una trina antichissima, ingiallita dal tempo,  ma ancora intatta nella sua trama, frutto del lavoro di mani sapienti e pazienti che,  nelle antiche sere, attorno al camino o al braciere di rame, tessevano e ricamavano in silenzio, in attesa degli uomini che tornavano dai campi. Spesso le donne si riunivano insieme e chiacchieravano, pregavano, cantavano, mentre quelle dita andavano veloci nel telaio o tra spolette ed uncinetti, con gli intricati passaggi dei sottilissimi fili di seta già nella memoria.

Tante stoffe semplici e pregiate,  cotoni forti,  sete impalpabili, lini impeccabili, ornati col punto a giorno, con gli intagli più ricercati, con il filet più raro, con lo sfilato più paziente  o i ricami e i pizzi più ambiti: camicie da notte di spesso e freschissimo  cotone finemente ricamato, cuffiette di  pizzo deliziose e maliziose, corpetti di sangallo, mutandoni alla caviglia, al ginocchio, coulottes  con inserti di pizzo e sottovesti, matinè e vestaglie di seta impalpabile, con ricami e merletti preziosi, camicioni di lino tramato e ricamato a mano, giarrettiere, babbucce di calda lana e buffi berretti.

 Quel semplicissimo fiorellino a punto croce che abbellisce una camicia da notte a forma di sacco, con solo due timide piegoline per segnare un primo garbato accenno al punto vita femminile,  quasi ti fa sorridere. Una strana mutanda da parto rimanda al pudore di allora. Una deliziosa camiciola da bambino, ricca di delicati ricami e  una curiosa  sacca  che serviva ad abbracciare e proteggere quell’ esserino appena nato, ti fa emozionare.

E in quelle pezze di meraviglia comprendi il senso forte e delicato della vita di un tempo, delle cose di una volta: semplici, vere, inestimabili.

E. Munch – Ragazza in camicia da notte

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