E’ un triangolo affascinante e luminoso che sto in parte osservando proprio adesso mentre scrivo in un foglio questo post seduta in terrazza in una notte calda, ventosa e senza sonno. Ho aspettato che pian piano si spegnessero tutte le luci delle case attorno a me per guardare in su ed ecco apparire le star di queste notti di ferragosto.

Cigno, Aquila e Lira sono le costellazioni più luminose dell’estate e formano un perfetto triangolo rettangolo i cui vertici sono costituiti dalle tre stelle più luminose di ciascuna costellazione, stelle tutte di prima grandezza che, nelle sere estive, spiccano quasi allo zenit, cioè nel punto più alto del cielo e che risultano facilmente individuabili anche ad un occhio inesperto come il mio.

Sto osservando in particolare Deneb , la più brillante tra le stelle del Cigno,1000 volte più luminosa del nostro Sole; è tra le più fulgide stelle del cielo e il suo nome deriva dall’arabo Dheneb-ed-Dajajeh, che significa “la coda della gallina” perché inizialmente la costellazione cui appartiene si chiamava Cigno, poi Uccello del nord, poi Croce, dopo Gallina e infine nuovamente Cigno. In ogni caso rimane la costellazione emblema  del volo libero e luminoso. Riesco a vedere anche Vega e Altair che formano le ali mentre Albireo, il becco, è nascosta alla mia vista dalla parete cui sono appoggiata.

Leonardo Da Vinci -Leda e il Cigno

Guardo la costellazione del Cigno e mi vien da pensare al mito di Leda, affascinante regina di Sparta, sposa di Tindaro. Zeus se ne innamorò e per poterla baciare scese dal cielo trasformato in cigno e Leda, mentre riposava sulle sponde di un laghetto, fu svegliata dallo starnazzare delle ali del candidissimo uccello; intorno c’era profumo d’ambrosia che la stordiva e il cigno col suo collo sinuoso accarezzò il suo viso, i suoi capelli e le sue braccia. Leda si svegliò, Zeus si dichiarò e la passione era già tra loro. I due corpi si unirono dando vita ad una creazione che nessun dio, nemmeno il dio dell’Olimpo, avrebbe mai potuto generare da solo: l’amore.

Beh, questa è una delle versioni del mito, quella che più mi piace, quella dell’amore tra esseri diversi, del divino e dell’umano che si fondono creando quell’amore perché abbisognano una dell’altro, a prescindere dalla loro natura. Le altre versioni le lascio a chi nei secoli ha voluto pensare al mito per ispirarsi all’erotismo puro, da Leonardo Da Vinci a Dalì o a variegate teorie di scrittori medievali e di teologia cristiana ( il cigno divenne addirittura per i Copti d’Egitto simbolo dello Spirito Santo che con la sua candida purezza scendeva su Maria. ..altro che furbizia, inganno, seduzione fedifraga, passione sfrenata!)

In fondo la bellezza dei miti (e non solo) sta anche nella moltitudine delle interpretazioni che ognuno di noi vuol dare…

Intanto Deneb continua a brillare e porta i pensieri lontano, li intrappola nella sua scia luminosa e li deposita lassù, mescolandoli al suo fulgore fatto di caos, di polveri, di energia, di materia sconosciuta e misteriosa.

Felice Ferragosto.

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