Questione di privacy

 La prima notte  non mi convinse per nulla: il letto era stretto ma comodo,  però sostammo in un’area di servizio dell’autostrada piena di camion e pullman; c’era un via vai di gente e traffico  e non riuscii a chiudere occhio pensando anche  che qualcuno potesse sbirciare attraverso gli oscuranti dei vetri. Il telo grigio di tessuto plastificato che doveva oscurare il vetro laterale sulla testata del letto non riusciva a scendere dal rullo e restavano 20 cm buoni di eventuale “sbirciamento”. Guardoni, malintenzionati, voyeur, stupratori, assassini,…tutte le peggiori notizie sentite in tv mi affiorarono in mente e mi sentivo esposta e fragile tanto da svegliare l’uomo di casa che già russava, stremato dalla guida.

-Ma non hai controllato le tendine oscuranti prima dell’acquisto?

-Non le dovevi controllare tu?

Ok, ok, meglio evitare di litigare entro le prime 24 ore e lasciarlo al suo sonno. Trafficai col rullo, tirai, assestai qualche pugno e… i centimetri di sbirciamento  diventarono 30! Le luci arancioni del rifornimento di benzina illuminavano a giorno l’interno della roulotte: urgeva soluzione!

 Ancora una volta l’aiuto venne dal nastro adesivo. Presi un asciugamano di spessa spugna blu notte e lo sistemai con lo scotch sul vetro. E lì rimase per un mese!

 La prima notte in campeggio fu vicino al Lago di Garda ; era un bel campeggio , ma i  gestori erano freddi e scortesi e non capii mai perché, pur essendo in Italia e vedendo auto con targa italiana, ci accolsero parlando tedesco. Era un modo di mettere le distanze? Forse Brattitta non faceva una bella impressione…boh…comunque,  fu lì che ci accorgemmo che la maniglia della porta del bagno era kaputt (per dirla in tedesco) e non potevamo,  durante il lungo tragitto che ci attendeva,  lasciare che la porta sbattesse in continuazione come una banderuola al vento. Ed io non ho mai sopportato le porte del bagno aperte, specie se di fronte all’ingresso della casa (in questo caso casa-roulotte).

Dopo vari ed inutili tentativi di riparazione, cercammo qualche soluzione alternativa: una lunga corda annodata tra il piede del tavolo e la maniglia di un armadietto non risolse il problema e poi era troppo complicato ogni volta annodare e sciogliere. Provammo con dei morsetti , quelli della batteria della macchina, ma erano cose da ridere. Il nastro adesivo non reggeva. Mettemmo  due mattoni trovati  in un angolo del campeggio, davanti e dietro alla porta, ma si dovevano  spostare in continuazione secondo le esigenze e ci sembrò una soluzione ridicola e faticosa.

 Ci voleva un’idea geniale ed efficiente che bloccasse la porta dall’esterno.  Pensa e ripensa… lui la trovò!

Cominciò ad esaminare con intensità la cintura di spessa corda che aveva nei jeans e che gli avevo regalato per il suo onomastico:

-Che guardi? Si è già rotta?

-Uhm…passami un coltello…vediamo se funziona. Hai portato un’altra cintura per me, vero?

-Ho portato mezzo armadio…Ma che vuoi fare? Mica pensi di…è un mio regal…

Tagliò in due la cintura, assestò i capi ai lati della porta con alcuni chiodi e…et voilà!!La grossa  fibbia di metallo fungeva da perfetta e facile maniglia e teneva chiusa la porta durante la strada!

E così Brattitta  poteva vantarsi di avere  un’efficientissima “maniglia” firmata LEVI’S e si preparava a valicare le Alpi!

Annunci