Maggio è il mese dei matrimoni e dalle mie parti c’è l’usanza di visitare un pò di giorni prima del fatidico –sì- la casa degli sposi. Usanza che, in verità tengono più in vita le mamme degli sposi che  gli stessi giovani che,  più pratici ed indaffarati, magari  lavorano fino all’ultimo giorno per poi godere delle ferie per il viaggio di nozze. Le mamme invece tengono a far vedere a parenti ed amici il frutto del loro impegno/sacrificio economico e il nido d’amore dei figlioli.

Nelle scorse settimane sono così andata a vedere le case di due coppie di novelli sposi, case di proprietà ubicate in piccoli e vivibili condomini; case arredate di tutto punto con mobili di genere moderno non esasperato, linde e splendenti in ogni angolo. Le due giovani coppie, ragazzi seri ed impegnati nel lavoro e nel sociale, sportivi, belli come i giovani sanno essere ed innamorati , appartengono ad uno stato sociale di tipo medio e in entrambi i casi sono stati consigliati dagli architetti.

Personalmente ho  stima di questi professionisti, se tali sono, e ritengo che il loro intervento in una casa  dovrebbe realizzarsi  soprattutto nella razionalizzazione degli spazi, oggi sempre più esigui, nell’utilizzo di materiali innovativi e nella soluzione gradevole di ambienti che comunque devono restare vivibili, efficaci e rispondenti alle vere esigenze di una normale vita di famiglia. Altrimenti gli architetti non servono a nulla e addirittura peggiorano le cose, oltre che il portafoglio.

Il primo appartamento che ho visitato è delizioso: tre vani non grandissimi più accessori resi efficaci e gradevoli da interventi mirati e studiati per il recupero di ogni angolo utile a varie situazioni. Il sottoscala che diventa libreria, lo sgabuzzino inventato dentro una nicchia, scarpiere mimetizzate nel corridoio,  porte ed ante scorrevoli per il recupero di spazi, soluzioni di schermo e privacy ben studiate nella zona giorno per l’angolo studio e del relax, una bella scala che porta alla zona notte realizzata con materiali naturali, vetro e legno, un caminetto ed una parete di basalto , valorizzazione di un prodotto della nostra zona,  un piccolo e delizioso giardino d’inverno  realizzato dentro un pozzo di luce, una cucina piccola, ma tecnologica ed un impianto di illuminazione particolare: efficace, divertente, non banale.  I colori che predominano sono anche essi naturali, beige e marrone, e non manca un tocco di rosso a dare vivacità  a tutto l’ambiente. L’intervento del giovane e bravo architetto lo noti ovunque e subito ti rendi conto che è stato efficace e rispettoso dei gusti e delle esigenze della coppia che lavora e ancora studia.

La casa dell’altra coppia di sposi, entrambi lavoratori, è anch’essa su due piani ed è di ben cinque grandi vani più accessori. Tutta elegantemente arredata,  luminosa ed  arieggiata, è da schock per le scelte d’ambientazione fatte dall’architetto e che i due ragazzi non hanno saputo contenere. Al primo piano c’è la zona notte e appena entri ,di fronte la porta di ingresso, c’è il bagno. Elegante con i mosaici blu e beige, ok,  ma se ti scordi di chiudere la porta, insomma…è la prima cosa che vedi entrando in quell’appartamento. C’è poi una cameretta, uno studiolo con le pareti a triangolo e quindi con zone perfettamente inutilizzabili ed un’enorme camera da letto con annesso un corridoio-armadio- spogliatoio così stretto che non so se la sposa potrà utilizzarlo quando sarà in gravidanza. Sul corridoio nasce una scala semicircolare che porta al piano superiore, cioè alla zona giorno. La scala di legno ed alluminio è molto bella ed è sormontata da una scenografica parete di vetri molati, vetri che prima o poi dovrai lavare, come non so, soprattutto dall’esterno (terzo piano sul livello stradale). La scala si apre direttamente su una grande cucina-pranzo e sul lungo tavolo di legno massiccio. Attraversando la cucina, vai al salotto e lì trovi divani e poltrone dove ospitare le persone che vengono a trovarti. I due ambienti sono separati da una brutta porta a  vetri fumee e non c’è modo di arrivare nel salotto se non passando dalla cucina. Ho chiesto come mai la scelta di confinare il soggiorno lì, con passaggio obbligatorio dalla cucina, bella, tecnologica e ora splendente. E’ stata una scelta dell’architetto per sfruttare il terrazzo della cucina a zona barbecue per le serate con gli amici. Il terrazzo non lo abbiamo visto perché pioveva a catinelle.

Ma sto architetto pensa che in quella cucina mai si friggerà del pesce? Mai si cucinerà bollito o si affetteranno cipolle? Sa che significa per una donna che lavora tenere l’ambiente cucina-pranzo  sempre in perfetto ordine? E quando i pargoletti spiaccicheranno sulle pareti pastina e brodini e pittureranno i mobili coi pennarelli? E ancora…stravolgere l’ubicazione degli ambienti per valorizzare l’angolo barbecue per gli amici? Il primo anno  farai 20 feste- barbecue con gli amici, il secondo 10, il terzo a Pasqua , ferragosto e Natale e poi…magari farai come qualcuna che conosco bene… e  che sul barbecue, dopo qualche anno di brace di qua e di là,  ha sistemato bellissimi gerani colorati!

Quest’architetto lo citerei in giudizio per attentato alla futura serenità mentale della sposa!

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