Qui lo scrivo e qui lo urlo…io la strozzo! La frullo, la centrifugo, la scoloro, la spruzzo, la volatilizzo, la impacchetto, la…la…la…a voi la scelta. ma toglietemela davanti per almeno un mese …anzi due, meglio tre, e così arriviamo ad agosto e forse mi passa!

Con chi ce l’ho?? Ma col mio capo, naturalmente!! Che poi sarebbe capa e i capi donna sooo tremendeeee! Peggio dei maschi ,mille e più di una volta!

Mi ha infilata di dritto e di rovescio, di lato e di fianco, di destra, sinistra e centro in tutti i progetti, i gruppi, i sottogruppi possibili ed immaginabili; mi ha affidato le situazioni più rognose (“perché tu le risolvi”…seeee, raccontala a Toffolo!), mi ha affiancato colleghe alle prime armi perché avessi collaborazione (“con te imparano”…ma vaaaa….). E tutto questo da decenni. E tutto questo perché ci conosciamo da quando frequentavamo le elementari…grrrrrrr…ed io ad arrancare e a non saper mai dire di no! A dire il vero un NO chiaro, tondo e deciso gliel’ho detto un paio di anni fa, un no forte e coraggioso, lei ha incassato ma…ha rincarato la dose! Tremendaaaa, i capi-donna sooo  tremendeee!

L’ultima che mi ha combinato, al di là di coordinamenti, progetti, PON, POF, PUFF, PIFF, PAFF vari? Ahhhh…grrrrr…parto dalla penultima che è meglio, così lo sfogo è completo!

Ad inizio anno scolastico di punto in bianco sposta le mie due classi in altre aule: per consuetudine di organizzazione ormai da tutti conosciuta, la preside indica le aule ai docenti su criteri basati sul numero e l’età degli alunni, su situazioni particolari di bambini, ad es presenza di alunni h. e vicinanza ai servizi igienici, e garantisce l’ottimale rotazione delle classi (visto che le aule non son tutte uguali e quella stretta e buia a turno capita a tutti). Nelle mie due aule, quindi, sapevo che sarei rimasta anche quest’anno ; erano aule abbastanza comode, luminose e non c’erano motivi per un trasloco, peraltro faticosissimo, paragonabile al trasloco di un monovano abitativo viste le migliaia di cose che ci teniamo. E invece…mi sposta di tre aule più avanti. Perché? Noi colleghe di modulo restiamo basite, ma opporsi è vano e inutile e così diamo il via alla settimana di trasferimento. Una delle due aule è la più grande della scuola, è un’aula che serve anche per le riunioni collegiali, per le cerimonie, per le feste….un premio??Naaa….Dieci giorni dopo montano nell’aula una LIM e tutte le colleghe ci additano come superfortunate e raccomandate, ma c’è un piccolissimo particolare…nessuna di noi tre ha mai usato una LIM (tecnologiche siamo, eh!!…) e quindi per noi è solo una parete occupata da un aggeggio enorme e nulla più.                                                                                                                                                    Con le prime piogge autunnali cominciano i nostri sospetti perché nell’aula piove! Piove come fossimo fuori, piove con l’ombrello e con l’impermeabile: PIOVE! Scopriamo così che è un problema  che perdura da anni nonostante le ripetute sollecitazioni della preside all’amministrazione comunale che nel passato si è limitata a piccolissimi interventi che non hanno risolto il vero problema :rifare il tetto della scuola. Comincia la tiritera di segnalazioni e carte bollate e arriviamo a Natale con l’intera parete così perfettamente ammuffita che la utilizziamo come sfondo per la grotta del Bambinello nella recita natalizia!! Iniziano le nostre proteste, serie, decise e lei ci suggerisce sottovoce di coinvolgere i genitori…uhm…vuoi vedere che…ok, ok, chiaro e lampante come il sole! Alcuni miei genitori dirigono le alte sfere dell’amministrazione comunale…ecco il perché del trasferimento in quell’aula!! Fa rabbia, ma la ruota a volte, e purtroppo, gira così e…a carnevale c’è il miracolo!! Il tetto viene rifatto e, finalmente, dopo anni ed anni, non ci sarà bisogno dell’ombrello in quella classe. Dovremmo indignarci per queste cose contorte e di mala abitudine, dovremmo gridare allo scandalo e avremmo dovuto arrabbiarci ancor più io e le mie colleghe perché ci siamo sentite sfruttate, ma sappiamo le difficoltà che un dirigente può trovare in tal senso, quindi…vabbè…tutto è bene…i futuri alunni godranno di ciò…lasciamo stare anche se cinque mesi di muffe e puzze respirate dai miei alunni , e dai precedenti, non sono da poco.

La goccia (non di pioggia) ,però, che sta facendo traboccare il MIO vaso è arrivata alcune settimane fa. Ricordate la LIM in classe? Noi l’avevamo scordata …fino a che non abbiamo letto una sua circolare che obbliga i docenti che hanno una LIM in classe( CIOE’ IO) a frequentare il relativo corso ministeriale di apprendimento all’uso  e di insegnare (CIOE’ IO) subito dopo a tutto il corpo docente l’uso della lavagna interattiva come affascinante mezzo di lezione e non come semplice proiettore. La circolare era accompagnata dalla nota del ministero, datata agosto 2010. Quindi lei sapeva…altro motivo di trasferimento aula….ahhh…tenetemi che scoppiooo!

Tre mesi di corso, tra presenze e lezioni on line, prove pratiche, studi di caso, proiezioni, questionari, relazioni, lezioni interattive e lei ieri, dopo sole 10 ore di frequenza al corso, mi ha chiesto se ero pronta a dare lezioni con la LIM ai miei colleghi!                                   Datemi una bomba, una corda, una frusta, una mazza, uno spillo, una lupara, una scopa, una centrifuga, una lavasecco che io…io …io…ahhhhh….                                                                                                                             Passatemi un kleenex che , come dice la pubblicità, devo liberare le mie emozioni!

 

Confesso: la LIM mi sta intrigando ed inizio a progredire, ma alla tremendosa non lo dirò mai! 😉

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