La scorsa settimana, in occasione della festa di San Biagio, che da me si celebra in chiesa con la s. messa e la distribuzione di ciambelline di pane benedetto e di un batuffolo di ovatta intriso di olio, verso le 13.20 piomba in classe la mia collega di religione con una ciambellina dentro un sacchetto di carta. Veniva dalla messa delle 12.00, dove appunto erano stati benedetti i “cuddureddi” e l’olio e mi ha dato la ciambellina, pregandomi di condividerla con gli alunni.

Grata del gesto, che siamo soliti fare a scuola, anche per mantenere vive tradizioni ed usanze legate alle festività religiose e non, spiego ai bambini che San Biagio è considerato il protettore della gola perché salvò dal soffocamento un bimbo che rischiava di morire per una lisca di pesce conficcata nella gola e che è usanza della nostra zona assaggiare un po’ di “cuddura” benedetta,  dopo aver fatto il segno della croce e aver recitato una preghierina. Gli alunni mi chiedono del batuffolo di ovatta e  dico che si usa strofinarlo sul collo per preservare la gola dai malanni. Spiego anche che nel passato le ciambelline erano  alquanto larghe proprio per appoggiarle sul collo, a mo’ di colletto.

Così invito gli alunni a recitare una preghiera e procedo con la divisione del pane. Ma la ciambellina è solo una e può pesare sì e no 50 grammi, gli alunni sono 26 ed io non trovo il coltello che di solito sta nell’armadio.  Provo a dire che magari non importa assaggiare il pane… “Noooo…noi lo vogliamo!! Abbiamo una fame…”.Già, è praticamente ora di pranzo…

 E’ un semplicissimo pane senza lievito, tipo taralli, ed è durissimo. Non riesco a spezzarlo con le mani. Che faccio? Come fare per un assaggino ciascuno? Tenendolo dentro il suo sacchetto, comincio a tempestarlo di pugni finchè sento che si sta sbriciolando, poi lo metto su un tovagliolino di carta per invitare i bambini a prenderne un pezzettino. Ma fare 26 pezzettini non è facile, così continuo con la ridda di pugni finchè non bussa il bidello e chiede allarmato: “Problemi, maestra?”

La cosa sta assumendo un certo non so che di comico, ma ho 50 occhi (affamati) puntati su di me e devo riuscire a fare almeno  24 porzioni di assaggi. 24 perché in classe ci sono 2 bambini che hanno chiesto l’esenzione della religione cattolica. Altri pugni ben mirati e alla fine riesco a frantumare  la ciambellina (pezzettini vergognosi, ma si sa, in questi casi ciò che conta è il pensiero…) Vabbè…do una veloce contata alle “ briciole” e, con la mano che urla per il dolore, invito gli alunni ad assaggiare.

Divertiti dalla mia grottesca fatica, si catapultano tutti verso la cattedra per afferrare l’ambito pezzetto di pane benedetto. Tra i primi arrivano i due alunni di altro credo religioso.

“Ehi, ma voi non dovete assaggiare! Voi non credete ai Santi”, dice Martina, una compagnetta furba ed attentissima,  che ha capito tutto.

Danilo risponde: “ I Santi sono una cosa, la fame è un’altra cosa!” ed afferra la briciola più grossa di tutte le altre!

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