In queste ultime settimane ho girato vari negozi di tessuti di arredo per la casa in cerca di una tenda da sostituire nello studio. La scelta non è semplice perché non vorrei spendere molto, ma nello stesso tempo vorrei qualcosa di qualità; ho anche problemi di misure, visti i soffitti di casa parecchio alti, e non amo le tende che oggi vanno per la maggiore, cioè quei veli leggerissimi ed impalpabili che non mi danno nessun senso di protezione. L’idea rimane sempre il lino o il cotone leggero, ma quelle che mi piacciono hanno prezzi alle stelle.

Così l’altra mattina mi sono lasciata convincere da un’amica che ama girare i mercatini e siamo andate a trovare un ambulante di tessuti in un  mercato settimanale della mia zona. A detta della mia amica avrei trovato ciò che cercavo perché questo signore è fornitissimo di tessuti anche di qualità e a buon prezzo.

Aveva in effetti una buona esposizione di tessuti  in una grande bancarella a ridosso del suo camion pieno di roba incartata, sistemata in ordine e non esposta. Le tende in visione erano tutte di pseudo chiffon, velatissime e con colori sgargianti: l’opposto di ciò che cerco io. C’erano anche tende che avevo visto nei negozi e il prezzo al metro era decisamente più basso.

Così ho spiegato al signore ciò che cercavo, dando anche le misure esatte della tenda. Lui intanto gridava:-Belle tende, venite signore, oggi si fanno affari!-e pareva non ascoltarmi. Ho ripetuto la richiesta e lui, dopo aver sbucciato un’arancia ed addentato due spicchi, mi ha testualmente detto :

-Le tende che cerca sono nel camion ma le prendo solo se lei ha 60 euro in borsa ed è convinta di acquistare.

-Vorrei acquistare, ma mi convincerò, nel caso, solo dopo averle viste- ho risposto.

-Esca intanto i soldi, poi vedrà le tende-

ha continuato tra una gridata di –belle tende– e un’altra .Il suo tono era deciso e con la mia amica ci guardavamo perplesse.

-Crede che io non abbia i soldi?- ho chiesto all’ambulante.

-Penso che lei mi farà perdere solo tempo – mi ha risposto ed ha aggiunto: – Le ha o no 60 euro? Scendere dal camion i rulli di quelle tende non è uno scherzo.

-Sì, ho i soldi, ma non le faccio perdere più tempo perché ora sono sicura che lei non ha la tenda che cerco io- ho risposto mentre mi allontanavo dalla sua bancarella.

-Simpatico sto tipo, eh! Ma ce l’aveva con me o fa sempre così?- ho chiesto alla mia amica.

-Forse aveva la luna storta. Il suo è un lavoro pesante, sempre in giro e poi noi donne sappiamo essere così meticolose e diffidenti. Non è semplice lavorare con il pubblico, specie femminile- ha risposto lei.

-Mah, questo è il suo lavoro; ci sono lavori ben peggiori del suo e del mio. Forse è nervoso e diffidente di suo o forse non ama il suo lavoro o non sa lavorare perché ha appena perso l’occasione di vendere una tenda.

 

Renato Guttuso –  I pescatori a riposo

 

” Il lavoro è amore rivelato.

   E se non riuscite a lavorare con amore,

ma solo con riluttanza,

 è meglio per voi lasciarlo e,

seduti alla porta del tempio,

accettare l’elemosina di chi lavora con gioia.

   Poiché se cuocete il pane con indifferenza,

voi cuocete un pane amaro,

che non potrà sfamare l’uomo del tutto. 

E se spremete l’uva controvoglia,

la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.

   E anche se cantate come angeli,

ma non amate il canto,

 renderete l’uomo sordo alle voci del giorno e della notte.

Kalil Gibran

 

Domani, finalmente, riprenderò il mio lavoro e ne sono contenta. Buona ripresa di lavoro a tutti. 🙂

 

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