E’ un quieto pomeriggio di mezza estate e sto giocando a carte con tre amiche. Siamo comodamente sedute nel terrazzo della casa di villeggiatura della mia amica, una grande e curata casa di campagna immersa nel verde argenteo degli ulivi. L’Etna , azzurro e maestoso, sembra sorvegliarci e proteggerci mentre nasconde i suoi crateri in un grappolo di nubi grigie. Fa caldo, ma arrivano decise folate di vento fresco, tanto decise da far volare le carte sul tavolo e costringerci a spostarci all’interno.

La casa ha ampie pareti-finestra così continuiamo a godere di quel verde panorama mentre siamo impegnate a contare punti e fare scale. Non siamo appassionate di gioco a carte; abbiamo iniziato questa abitudine settimanale per stare insieme e per scovare da casa R. che un tempo amava le carte ed ora è sempre più vicina al baratro della depressione.

Terminata la prima partita tra battute e sorrisi, la padrona di casa ci offre una macedonia di frutta fresca con sorbetto di limone. Notiamo sul tavolino di cristallo un bouquet di fiori, rose ed anthurium, e chiediamo se c’è un’occasione speciale per quei fiori. La mia amica spiega che sono un dono del marito per l’ anniversario di nozze avvenuto due giorni prima: 39 anni di matrimonio.

Ci scusiamo per la dimenticanza e facciamo gli auguri:”39… Una vita insieme!”, esclamiamo.

“Vi siete sposati giovanissimi: una bella vita insieme, ricca di successi lavorativi, di viaggi e soprattutto felice, anche per la splendida famiglia di figli e nipoti che vi circondano”, aggiungo convinta.

“Già,una vita insieme…quando abbiamo sostenuto l’esame di maturità avevamo nostro figlio che dormiva nel passeggino nel corridoio della scuola, affidato alla bidella…roba d’altri tempi…ma rivivrei tutto quanto, rifarei le stesse scelte. Soprattutto ne rifarei una: la scelta di perdonare”.

Restiamo in perfetto silenzio mentre lei inizia a raccontare una storia che non conoscevamo pur essendo amiche da molto tempo.

Con poche ed efficaci parole racconta la sua storia di moglie tradita, la scoperta, lo sbigottimento, la rabbia, il dolore, l’incertezza e poi la decisione di perdonare.

“Questi ulivi sanno dei miei pianti, delle mie lacrime, conoscono la mia rabbia perché mi rifugiai in questa casa per alcune settimane quando, per un puro caso, scoprii il tradimento di mio marito. Per lui fu una breve e stupida relazione senza senso, per me fu devastante. Lo lasciai coi bambini e accanto a questi ulivi cercai risposte e soluzioni, forza e coraggio, quiete e comprensione. Queste piante, col loro silenzio, col loro essere storia per me, per la mia famiglia, mi aiutarono a prendere la decisione. Il mio perdono fu difficile, tormentato, ma infine convinto e totale, senza nessun tipo di rancore postumo. Riprendemmo il percorso della nostra vita insieme e non mi sono mai pentita di questa scelta. Oggi non avrei lui e nemmeno tutto questo” dice, facendo un gesto con il braccio verso una parete della casa ricca di foto: foto di moglie e marito in giro per il mondo, foto di feste di famiglia, foto dei figli e dei nipoti, foto di gruppi di amici, foto di momenti di vita gioiosi.

Foto di affetti.

“Non è facile saper perdonare veramente, totalmente, ci vuole molta forza e tanto sentimento. In tanti non ci riescono,” dice una di noi, “ sei stata grande!”.

“Sì, lo so e lo sa anche mio marito. Da allora, per assurdo che sembri, nella nostra vita di coppia è entrata una nuova maturità, una nuova consapevolezza, un nuovo reciproco rispetto che intanto ci ha fatti arrivare a 39 anni insieme. E vi invito già alla festa dell’anniversario del prossimo anno, qui, in questa casa, sotto questi ulivi che hanno visto la maggior parte delle feste di almeno tre generazioni della mia famiglia”.

 Mi alzo e mi avvicino alla parete delle foto; ci sono alcune foto di viaggi fatti insieme a me e mio marito e riconosco luoghi e situazioni.

“ Quanto tempo è trascorso! Eravamo giovanissimi in questa foto, entusiasti, pieni di grinta e pronti ad affrontare la vita con tutte le sue gioie e tutti i suoi scossoni”.

“E di scossoni di vario genere ne abbiamo avuti tutti. Ma siamo ancora qui,” dice lei “magari un po’ ammaccati, con qualche graffio nell’anima, ma anche con sorrisi ancora da donare”.

Ci accorgiamo che il sorbetto si è sciolto e che la frutta è immersa nel suo liquido bianco: “ Ah…le chiacchiere tra amiche…si è sciolto tutto; preparo altre coppette, c’è frutta e sorbetto in freezer”, dice premurosa, alzandosi. Ma R. assaggia e con un sorriso aggiunge: “ No, è ancora buono, come buono è il nostro stare insieme. Brindiamo con frutta e succo di limone al vostro anniversario: auguri! “.

Telemaco Signorini – Tra gli ulivi

<<Il perdono è dei deboli, degli incapaci ad affermare i propri diritti, a ribellarsi e vendicarsi>>

Friedrich Nietzsche

 

Rispettabile F. N.,

 la mia amica direbbe che la Sua affermazione è una grande boiata. Ed io pure.