Stamattina mi sono svegliata senza quel leggero e fastidioso mal di testa che da giorni mi ha tormentata. E’ stata una mattinata di sole splendente che ha fatto luccicare tutto: le case inzuppate di pioggia, le foglie degli alberi e i prati ancora bagnati, la neve che ricopre abbondante l’Etna, i petali dei fiori sciupati dall’acqua, le rocce laviche brillanti come le perle più rare. Anche la striscia di mare che vedo lontana dalla finestra pareva brulicasse di farfalline gialle sotto i caldi e dorati raggi di sole. E poi il cielo..di un azzurro spettacolare, limpidissimo, solo qualche batuffolo bianco di nuvola che ne esaltava ancor più la bellezza. Era ora!!

Cinque giorni di incessante pioggia, freddo e soprattutto di fitta nebbia, mi hanno messa ko. Sto diventando metereopatica? Mah, non so.

So però che la nebbia non mi piace; non ci sono abituata, è un fenomeno quasi insolito dalle mie parti e poi si lega a dei ricordi non piacevoli. Mia nonna soffriva d’asma e tutte le volte che c’era la nebbia il suo malessere aumentava e ricordo che in famiglia ci affrettavamo a chiudere le imposte perché lei non la notasse. Non so se c’è un collegamento scientifico tra asma bronchiale e nebbia, forse era un fattore psicologico, ma tutte le volte la sua asma peggiorava e ricordo che noi nipotine, da bambine,  uscivamo di nascosto nel giardino ed iniziavamo a soffiare e soffiare sino allo sfinimento per allontanare quel velo bianco che offuscava la vista e faceva stare male la nonna.

Ricordo anche quell’aurora d’inverno di molti anni fa quando mia madre mi svegliò e mi disse di fare in fretta perché la nonna stava male. Percorremmo i pochi chilometri che ci separavano dalla casa dei nonni sotto una nebbia fittissima, bianchissima e brillante: pareva cosparsa di polvere argentata. Dissi a mia mamma di guidare più veloce perché dovevamo controllare le imposte prima che la nonna si svegliasse e lei rispose che non era più necessario perché la nonna era volata in cielo con la nebbia. Capii così perché la nebbia di quella mattina brillasse così tanto.

Proprio ieri, osservando dietro i vetri la nebbia insieme a mia mamma, abbiamo ricordato quei momenti: momenti tristi, sì, e mai annebbiatisi, ma anche momenti di una dolcezza infinita e li abbiamo ricordati con tanta serenità.

Però la nebbia continua a non piacermi e sono contenta di vivere in un luogo dove questa è una rarità e dove una mattinata di non ancora primavera sa farti star bene anche con un caldo e splendente sole.

 

Etna – versante sud-est

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