"Noi dovremmo essere nemici"

dice  Bruno a Shmuel, ma in questa storia, vista in tv, l’amicizia nasce al di là dei pregiudizi.

L’essere nemici fa parte del mondo degli adulti e i bambini riescono a sviluppare un rapporto amichevole che va al di là del filo spinato che li divide.

Il film non è patetico né retorico, l’orrore e la violenza sono accennati e pur essendo alla base della storia che si racconta, pur essendo palpabili ed evidenti, non sono evidenziati perché non ce n’è bisogno: l’angoscia, però, ti afferra inesorabilmente, man mano che la vicenda si sviluppa e trova il suo culmine nel tragico e tristissimo finale.

La follia degli adulti investe senza scampo anche i bambini e l’innocenza infantile finisce spesso per essere vittima della furia incosciente (?) di quelli che dovrebbero essere i maturi adulti intelligenti.

 

Una storia, una favola, che oggi è stata discussa anche in classe, con i bambini che a casa hanno visto il film.

“Maestra, hai pianto come me?”

“Avevo gli occhi lucidi, sì, e sono rimasta in silenzio per un po’”.

“La scena della doccia non la dimenticherò mai ”-dice un altro bambino.

E una bimba:”Fortuna che queste cose brutte ora non accadono più”.

Non accadono più…Darfur, Bosnia, Cambogia, Amazzonia, Palestina, Israele, Cina, Rwanda, Croazia, Iraq…

“Maestra, ho capito: si chiama "giorno della memoria" perché così tutti ricordiamo gli errori fatti e non si sbaglierà più”.

Bravo,…non si sbaglierà più…”.

 

 

“Anche se Bruno era basso per la sua età, la sua mano era sana e piena di vita.  Le vene non si vedevano attraverso la pelle, le dita non erano poco più di bastoncini secchi. La mano di Shmuel raccontava una storia molto diversa.”

 

“Shmuel non piangeva più. Guardava il pavimento, come per convincere la sua anima a non vivere più nel suo corpicino, ma scivolare via e volare attraverso la porta fino in cielo, veleggiando fra le nuvole fino a sparire lontano e non tornare mai più in questo mondo.”

 “Il bambino col pigiama a righe”, di Boyne John