Lauro:-Hai un sorriso controllato, come se ci fosse una parte di te che sorveglia l’altra e non le lascia fare quello che vorrebbe.

Luisa:-Come dovrei essere secondo te?, un’esuberantona tutta impulsi irriflessivi?

-No, basterebbe che ti liberassi della sorvegliante.Ma quello che conta è che ti vada bene così.

-Chi te l’ha detto che mi va bene?

-E’ la tua vita, no? Se non ti andasse bene la cambieresti, no?

Con cosa?

-Con un’altra.

-Una vita è come una faccia, chiunque vorrebbe averne una diversa, almeno ogni tanto. Però hai quella che hai, non ci puoi fare niente.

-Lo sai che non è così, puoi avere la faccia che vuoi se hai abbastanza idee e stimoli e curiosità dentro la testa.

-Che frase del cavolo!Sono cose che puoi pensare a sedici anni, quando non hai la minima idea di cosa sia una vita. …Crescendo impari che la vita è quello che hai, quello che sei, quello che fai, le persone che conosci, il luogo dove vivi, le tue cose.

-Non è così, la vita è quello che ti immagini, è quello che cerchi, è quello che vuoi. Devi solo avere l’energia per scoprirlo e per andarle dietro, senza lasciarti paralizzare dalla paura di restare delusa o di farci una brutta figura con gli altri. Noi non siamo i nostri corpi o le nostre facce o i nostri nomi ed è ridicolo che ci crediamo fino al punto da farcene paralizzare.

-Io non ho paura.

-Sì che ce l’hai, se no cambieresti vita, riconosceresti che questa non ti va bene e la cambieresti. Ci proveresti, almeno.

-Allora com’è che tu non lo fai?

-L’ho fatto, da anni.

-Però sei di nuovo scontento, hai detto che questo non era quello che avevi sognato.

-Non è quello che avevo in mente in origine.

-Dunque non lo è.

Ah, smettila dice Lauro e le volta le spalle.

Luisa pensa che è decisamente patetico, ma che lo è anche lei: che nessuno dei due ha una posizione rialzata da cui poter osservare l’altro e permettersi grandi giudizi conclusivi.

 

Da "Giro di vento", di Andrea De Carlo

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