La bellezza è prendere qualcosa nelle mani e poi lasciarlo andare.

Non si possono afferrare con forza il mare e il sorriso degli amici che se ne vanno lontano.
BANANA YOSHIMOTO – Amrita

 

Ieri ho chiuso la casa al mare, anche se il termometro segnava 34 gradi, l’ho chiusa per l’inverno. Ogni fine agosto ci ripromettiamo di tornare per i week end di settembre e ottobre, ma l’esperienza mi insegna che raramente è stato così. Eppure qui fa ancora caldo, eppure il mare di settembre è il più bel mare dell’anno, ma il lavoro non lo permette. E’ un peccato, ma è così e poi settembre è dedicato ad altre cose, altri luoghi, altre persone, altri pensieri.Chiudere una casa, per quanto piccola possa essere, richiede organizzazione e tempo e, non volendo rinunciare all’ultimo bagno domenicale , mi sono organizzata il giorno prima e di buon mattino ero già in spiaggia.

L’ampio litorale era quasi deserto, nulla a che vedere con l’affollamento vociante e confusionario delle scorse settimane. Il mare era caraibico e, dopo una lunghissima nuotata, mi sono stesa sulla ghiaietta pur sapendo di avere poco tempo a disposizione: alle 11.00 si partiva per la città. Nella borsa del mare non avevo nè libri nè giornali, non volevo leggere o distrarmi, volevo guardare il mare, imprimere negli occhi sempre più il suo colore, annusare ancora una volta il suo odore, sentire il suo respiro per portare a casa una goccia di blu.

Non c’è malinconia in me; settembre e l’autunno mi piacciono più dei torridi mesi estivi, ma l’estate, così attesa, così carica di promesse e di intendimenti, sa essere una stagione che coinvolge ogni tua fibra e, tutte le volte che inesorabilmente finisce, porta via con sè un pò di te e dei tuoi sogni.

In questa estate che volge al termine i momenti di noia, stanchezza, nervosismo, rabbia, preoccupazione, non sono mancati, ma ci sono stati anche momenti e cose belli e piacevoli che spesso solo questa stagione sa regalarti e sta a noi, poi, saperli cogliere, fissarli e custodirli. E questi ultimi mi piace ricordare.

Cosa mi rimane di questa estate

  • Il tempo lento, le passeggiate chilometriche sul lungomare, le nuotate, i pranzi e le cene all’aperto con la famiglia.
  • Un’amica ritrovata e le nostre chiacchiere fitte fitte.
  • Le foto di Berlino.
  • L’"Aida" al Teatro Greco di Taormina, il mio teatro: un’emozione.
  • Tra i tanti letti, un libro in particolare, "Il bambino coi petali in tasca", di Anosh Irani: favola triste e contemporanea capace di sconvolgere le emozioni.
  • La cena di ferragosto in uno dei luoghi più belli della costa jonica, tra i vip: inebriante.
  • Fuori porta a Capo Milazzo col mio lui: scoperta di luoghi fantastici della mia isola e riscoperta di gesti e abitudini mai dimenticati.
  • Il gelato della yogurteria con macedonia di frutta: una squisitezza.
  • Una canzone,"I will remember you" di Sarah Mclachlan, ascoltata in una di quelle notti calde e insonni, nell’I pod di mia nipote mentre, seduta in terrazza, osservavo un cielo con poche stelle.
  • I fiori bianchi, eleganti e profumatissimi della pomelia.

 

E a te cosa rimane di questa estate?

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