Ieri sera ho visto una stella cadente.

Non è strano, ci avviciniamo alla notte di S. Lorenzo. Vedere quell’attimo di scia luminosa desta, però, sempre stupore e ti trova pronta ad esprimere un desiderio.

Perché si affidano i desideri alle stelle cadenti? Perché vengono dal cielo e quasi rappresentano un collegamento con il divino? La scienza sorriderebbe dicendo che stiamo affidando i desideri a dei detriti che bruciano velocissimamente, ma noi continuiamo in quel tentativo di afferrare l’inafferrabile e ci lasciamo prendere dal fascino del sogno e del mistero.

La prima stella cadente che ricordo di aver visto risale a molti anni fa.

Avevo 12 anni ed era una calda sera estiva come questa di oggi; allora le serate estive si trascorrevano all’aperto, per strada o sui balconi. Dopo cena le vie si animavano, la gente si sedeva sull’uscio di casa a chiacchierare coi vicini, i bambini si organizzavano a fare giochi di strada, mosca cieca, i quattro cantoni, nascondino, gli adulti parlavano della grande calura, le ragazze passeggiavano, senza allontanarsi troppo da casa.

Le strade erano vive, pochissimo traffico automobilistico e tanta voglia di fare amicizia col vicinato.

Ricordo che quella sera ero affacciata al balcone con mia madre e parlavamo con la nostra dirimpettaia, anche lei seduta al balcone a godere il fresco della nottata. Era la mia maestra di pianoforte e ci stava consigliando di acquistare o affittare un pianoforte perché io apprendessi meglio.

All’improvviso vidi cadere una stella, un filo di luce che durò un istante e, con tutto il fiato che avevo in gola, gridai il mio desiderio:

“Voglio una bicicletta!”

Lo gridai così forte che le persone sedute in strada guardarono in su, verso il mio balcone, e tutti sorrisero.

Mi vergognai così tanto di quel desiderio urlato che fuggii dentro e mi chiusi in camera mia.

La bici la desideravo più d’ogni altra cosa in quel momento e a quella scia luminosa affidai quel sogno di dodicenne.

Un mese dopo, per il mio compleanno, la bici arrivò: una “Graziella” bianca, bellissima, pieghevole, luccicante, pesantissima, con un campanello che gracchiava e un sellino di finta pelle rosso. ”Ziella”, come la chiamavo, fu mia adorata compagna di pedalate, avventurose e gioiose, per moltissimi anni e quando le amiche mi chiedevano chi me l’avesse regalata, rispondevo: -Una stella!

Di stelle cadenti, di meteore, negli anni seguenti, ne vidi altre ed ogni volta, con emozione, con fervore, esprimevo un desiderio, ma in silenzio, in assoluto silenzio. Erano desideri forti, grandi, erano sogni, sogni comuni, sogni: era il mio sogno.

Per decenni il desiderio fu sempre lo stesso, sempre uguale, sempre sognato e non si è realizzato.

Da alcuni anni ho cambiato desiderio; di stelle cadenti ne vedo sempre meno, forse a causa dell’inquinamento luminoso, forse perché le cerco sempre meno, forse perché ci credo sempre meno.

Forse perché non ho il coraggio di gridare il mio desiderio con tutto il fiato che ho in corpo.

I desideri che si realizzano sono solo quelli fortissimamente urlati.

 

 

Van Gogh – Notte stellata

 

 

"Quando una cosa la si desidera ardentemente,
prima o poi, se crediamo in noi, si avvera.
Esistono delle forze sconosciute che attraggono
i nostri sogni con i fili sottili del desiderio."
Romano Battaglia

 

 

"Se esprimi un desiderio è perchè vedi cadere una stella,

se vedi cadere una stella è perchè guardi il cielo,

e se guardi il cielo, è perchè

credi ancora in qualcosa…"

Bob Marley 

 

Stella Felici  stelle cadenti

A dopo…

Maria Rosaria Stella

 

Van Gogh – Starry night

 

 

 

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