Da tempo desideravo visitare Barcellona; attirata dall’arte e dalla genialità di Gaudì, folle nelle sue rappresentazioni estetiche, ma altrettanto razionale nelle soluzioni strutturali,  il desiderio è divenuto determinazione dopo aver letto “L’ombra del vento”, un gran bel libro di Ruiz Zafòn dove la capitale della Catalogna appare misteriosa e struggente.

L’occasione è stata un viaggio di lavoro e, guidata da simpatici e cortesi colleghi spagnoli, ho finalmente potuto ammirare questa straordinaria metropoli.

Cosa dire…ho ancora negli occhi lo stupore poiché Barcellona ti sorprende in ogni angolo.

 Antica e moderna al tempo stesso, resti piacevolmente colpita dai numerosi aspetti, suggestivi e pittoreschi, spesso in contraddizione tra loro, che caratterizzano il tessuto urbano: larghissimi viali di scorrimento, piste ciclabili ovunque, affascinante disordine del Barri Gotic, magica suggestione delle Ramblas, affollatissime, colorate e gioiose.

Colpisce la mescolanza di stili architettonici che vedi ovunque (gotico, rinascimentale, neoclassico) e l’indelebile ed eclettico tocco surrealista ed astratto di Antoni Gaudì: la Casa Batllò, la Casa Milà, il Parco Guell…difficile descriverli, si possono solo ammirare!

  

Eleganti le chiese, specie S. Maria del Mar e la Cattedrale. Raffinatissimo il Palazzo della Musica catalana, un gioiellino, patrimonio dell’umanità.

Se ami i musei, Barcellona è la città che fa per te: puoi davvero sbizzarrirti.

La famosa e leggendaria Sagrada Famiglia è stato l’unico monumento che mi ha lasciata perplessa forse perché, da buona italiana, amo più l’eleganza e l’armonia che l’eclettismo estremo ed avendo da recente ammirato il Duomo di Milano…beh…non ci sono paragoni!

Almeno in questo l’Italia la spunta!

I paragoni sono sempre fastidiosi e a volte inutili, ma spesso sono inevitabili e devo ammettere che, essendo stata in varie zone della Spagna negli ultimi anni, ogni volta sono tornata a casa con un po’ di magone. In Spagna, infatti, e a Barcellona in particolare, ho notato l’estrema pulizia, l’efficienza delle strutture e dei trasporti, la cura del verde e la valorizzazione di tutto. E’ una nazione che cresce sempre più, che fa una politica di salvaguardia e valorizzazione di ogni angolo ed aspetto del Paese (unico neo  che ho notato è stato lo scempio edilizio della costa Andalusa, simile alle brutture edilizie degli anni settanta nelle coste adriatiche italiane),una nazione che ha saputo sfruttare al meglio i soldi della comunità europea e che non si sente seconda a nessuno.

Carissima, la Spagna è ricettiva in tutto e allo stesso tempo è conservativa ed orgogliosa della propria storia e delle tradizioni. Basti pensare alla lingua: lo spagnolo è ovunque affiancato dal catalano o dal casigliano, lingue vive che così non moriranno mai; i nostri dialetti sono, invece, già morti e sepolti.

Tornando a Barcellona, resti stupefatta da ciò che hanno saputo fare negli ultimi 20 anni(e il magone cresce sempre più…) L’input sono stati i Giochi Olimpici del 1992: hanno saputo recuperare il contatto col mare, eliminando e spostando altrove barriere industriali e portuali, hanno riurbanizzato le montagne(Montjuic), modificato ed ampliato ferrovie ed aeroporti, edificato interi quartieri(Ciutadella) e costruito una città olimpica oggi sempre più efficiente, curata e funzionante. E tanto altro ancora.

 

Ho concluso il mio breve soggiorno a Barcellona davanti la Fontana Magica e sono rimasta letteralmente a bocca aperta: i fantasiosi e spettacolari giochi di luce e d’acqua accompagnavano perfettamente la splendida voce di Montserrat Caballè. Un’emozione!!

Esiste in Italia una fontana magica? Magari con sottofondo di Pavarotti? Se sì, ditemelo…o forse dovremo sperare in qualche futura edizione olimpica per costruirne una o per sperare di vedere valorizzato il tanto di bello che comunque abbiamo, oggi mortificato dalle mille cose che non vanno? Forse nel 2020 avremo qualche risposta…Forse.

 

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