Palmina, così continuavamo a chiamarla anche se era alta circa sette metri, Palmina non c’è più. E’ stata divorata da un insettino grosso quanto un mignolo, il punteruolo rosso, una specie di scarafaggio che con le sue larve si è nutrito delle sue parti più tenere  e di lei ora rimane un tristissimo tronco incappucciato.

Io e mia sorella l’acquistammo 34 anni fa per 10.000 lire per regalarla a nostra madre e  fu sistemata in un cortile interno della casa. Palmina cresceva lentamente richiedendo solo cure annuali e regalava ombra e un trionfo di verde.Regalava anche grappoli di fiori pendenti di datteri e , anche se i frutti non maturavano, era un bel miscuglio di colori.

Maestosa, era anche casa per molti uccellini che dalla primavera all’autunno si divertivano a giocare e ad inseguirsi tra il suo fogliame. Anche i gatti si arrampicavano su di lei, raggiungendo balconi e tetti altrimenti inaccessibili.

 

 

Da un paio d’anni sapevamo che Palmina era in pericolo e cercavamo soluzioni per proteggerla; la moria di palme è ormai nota a tutti e in Sicilia sta assumendo proporzioni disastrose.

Ci consigliarono di evitare la potatura perché pare che il punteruolo sia attirato dall’odore di fresco delle foglie e ci proposero di nebulizzarla con dei potenti prodotti chimici che non abbiamo usato perché ci dissero che per almeno una settimana dovevamo abbandonare la casa poichè estremamente tossici per l’uomo e avremmo dovuto far sgomberare anche l’intero condominio confinante.

Speravamo, così, che l’insettino non si accorgesse di lei. E invece…

Fu colpita dal Rhynchophorus ferrugineus all’inizio dell’estate scorsa, in silenzio. Il punteruolo agisce dalla tarda primavera all’autunno, penetra all’interno della palma, depone un ferormone che attira le femmine che depongono le uova. Le larve cominciano a divorare le parti tenere e vitali della pianta e inizia la sua morte. I segni si notano dopo alcuni mesi, quando ormai è troppo tardi.

A settembre notai che Palmina era silenziosa. Gli uccellini erano spariti, mi sorpresi, pensai che era ancora presto per la migrazione ma forse loro già sapevano e andarono via per non disturbare la sua lenta agonia. Una mattina di fine ottobre mi accorsi che un ciuffetto di foglie si era inclinato. Per un attimo pensai al vento della sera prima, poi capii che era arrivata la sua fine. In breve tutto il fogliame si afflosciò ed era tristissimo sentire il tonfo delle palme secche che cadevano a terra.

Quest’anno la primavera sarà più silenziosa e meno colorata senza Palmina.

Ieri sono venuti i ragazzi degli scout, come ogni anno cercavano le sue tenere foglie da intrecciare, benedire e distribuire nelle case del quartiere. Sono andati via silenziosi dopo aver visto cosa è rimasto di Palmina. Uno di loro ha detto:

”Era bellissima, peccato. Ma quando troveranno un rimedio?”

Già, quando troveranno un rimedio…

 

   

 

Sono andata a riprendere la foglia benedetta dello scorso anno. Di Palmina mi rimane solo questo.

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